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| Il delitto di Perugia | | | | Le foto dell'Omicidio Meredith Kercher | | | | | | | I video dell'Omicidio Meredith Kercher | | | |
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| Meredith Kercher |  | [ 02-11-2007 ] | Modalità: |  | Luogo di morte: | PERUGIA (PG) | Anni: | 22 | Sesso: | F | Lavoro: | Studente | Cittadinanza: | Regno Unito | Residenza: | PERUGIA (PG) | Movente omicidio: | Violenza sessuale | | Info omicidio | |
| 18-05-2009 Il test del Dna sul coltello trovato in casa di Raffaele Sollecito ''non e' attendibile'', secondo i periti della difesa di Amanda Knox.Sollecito e Amanda sono sotto processo per l'omicidio di Meredith Kercher. ''Il presunto Dna di Meredith Kercher sulla lama del famoso coltello trovato in casa di Sollecito e' emerso da un test che non e' ortodosso. L'indagine che e' stata fatta e' assolutamente inefficiente'', dice a Gente Valter Patumi, medico legale e consulente per la difesa della Knox.
28-04-2009 Dissequestro di via della PergolaSono state restituite al legale della proprietaria, le chiavi dell'abitazione al numero 7 di via della Pergola, la casa dovela notte tra il primo e il due novembre venne uccisa la studentessa inglese Meredith Kercher. Dopo il provvedimento di dissequestro le chiavi sono state consegnate all'avvocato Letizia Magnini che, rappresenta come parte civile la pensionata proprietaria del casolare. Presente alla consegna oltre al personale della squadra mobile di Perugia, anche Curt Knox, padre di Amanda Knox, imputata insieme a Raffaele Sollecito per l'omicidio della Kercher. Il signor Knox è entrato nella casa per riprendere gli effetti personali della figlia.
06-04-2009 Meredith Kercher subì una violenza sessuale, mentre a compiere l'omicidio furono più mani. E' quanto ha affermato Vincenza Liviero, responsabile della sezione di medicina legale della questura di Roma, deponendo oggi al processo per l'uccisione della studentessa inglese.(Reuters)
22-03-2009 Nella casa di Perugia dove viveva Meredith Kercher, la studentessa britannica uccisa a coltellate il primo novembre 2007, è stato sottratto il materasso della vittima. La notizia, confermata dalla difesa di parte civile della famiglia Kercher, è stata diffusa oggi, mentre è in corso il processo per l'omicidio.
Si tratta della seconda incursione avvenuta nella casa che Meredith divideva con Amanda Knox, la studentessa americana che insieme all'italiano Raffaele Sollecito è accusata dell'omicidio per una vicenda non chiarita di sesso e droga.
A metà febbraio la polizia ritrovò le stanze dell'abitazione messe a soqquadro e una serie di coltelli lasciati sul pavimento.(Reuter)
23-02-2009 Incursione in via della Pergola:
Alcuni coltelli e una candela. Li hanno trovati nel casolare di via della Pergola a Perugia, dove la notte tra il primo e il 2 novembre del 2007 fu uccisa la studentessa inglese Meredith Kercher, gli agenti della Squadra Mobile mercoledì mattina, quando intorno alle 11 sono entrati nell'abitazione per prelevare alcuni oggetti appartenenti alle due coinquiline della ragazza assassinato, come disposto dalla Corte d'Assise. Una macabra scoperta che fa pensare ad un rito.
10-11-2008 Tre nuovi testimoni sono stati sentiti dai pm di Perugia che si occupano dell'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher. I tre hanno poi reso dichiarazioni spontanee alla procura. I magistrati hanno scelto stamani di mantenere un riserbo assoluto sui nuovi accertamenti. Uno dei testimoni - ha riferito il quotidiano - ha raccontato di avere visto una Peugeot modello vecchio, una 205 o una 106, nel piazzale della casa del delitto la mattina del 2 novembre: "un'auto verde bottiglia o più scura, che sostava davanti alla villetta verso mezzogiorno". Nell'altra deposizione si parla invece di un urlo dalla casa di via della Pergola, abitata da Meredith e Amanda. Secondo la versione del teste, "fra le 22,30 e le 23 della notte di Ognissanti, dalla villetta si sentivano un uomo ed una donna litigare in italiano. Poco dopo un grido straziante di dolore". Il terzo testimone, una persona che abita vicino all'appartamento del delitto, ha riferito di avere sentito passi di corsa in via del Melo, nei pressi di via della Pergola, nella prima parte della notte
24-09-2008 Un video smentisce il supertestimone albanese e smonta l'alibi di Guede
Le ultime immagini di Meredith Kercher e Rudy Guede davanti alla casa dell'omicidio: è un'esclusiva di Studio Aperto, che le ha mostrate nell'edizione del Tg di Italia Uno. Si tratta di un filmato ripreso dalla telecamera di un parcheggio a Perugia. Meredith era in compagnia dell'ivoriano e i due stavano tornando a casa verse le ore 20.53 del primo novembre 2007. Il video smentisce il racconto del supertestimone albanese Hekuran Kokomani.
Il teste avrebbe visto insieme dopo il delitto Rudy, Raffaele e Amanda: l'uomo dice di ricordare perfettamente che quella notte pioveva a dirotto. Ma le immagini del video mostrano che non pioveva. Crolla anche il racconto e l'alibi di Rudy Guede, che aveva confessato di essere sotto la casa di Mez perchè aveva un appuntamento con la studentessa inglese.
Per gli inquirenti si tratterebbe delle ultimi immagini di Meredith viva: pochi istanti dopo si sarebbe consumata la tragedia. La telecamera numero 7 installata in un parcheggio del capoluogo umbro riprende anche l'ingresso della casa teatro dell'omicidio.
17-09-2008
17-09-2008 La relazione della Polizia scientifica depositata ieri dai pm, di Perugia contiene anche la spiegazione del tentativo di sviare le indagini sull'omicidio di Meredith, con il riposizionamento di alcuni oggetti sul letto della vittima.
"È ragionevole ipotizzare - si legge nella relazione - che l'aggressore o gli aggressori, dopo avere usato il lenzuolo e il piumone per coprire il cadavere
abbiano riposizionato sopra al letto tutti gli oggetti". Tra questi vi sarebbero alcuni libri e una borsa in pelle di proprietà di Meredith. "La circostanza appare riconducibile a un tentativo di sviare le indagini", stando alle dichiarazioni degli investigatori.
19-06-2008 Indagini concluse:
24-05-2008 Il terzo uomo?
La mattina del 2 novembre, quando ancora non era stato scoperto il cadavere di Meredith Kercher, nella villetta di Perugia, un uomo sui 30 anni, con i vestiti e le scarpe sporche di sangue, sembra si aggirasse vicino all’abitazione della studentessa uccisa, gridando "L' ho ammazzata, l' ho ammazzata". Almeno così scrive il "Giornale dell' Umbria". Il quotidiano umbro aggiunge anche che l’uomo (non ancora iscritto nel registro degli indagati) è stato visto quella mattina da diverse persone. Si tratterebbe di un tossicodipendente, ricoverato in una comunità di recupero, e che - scrive ancora il giornale - non sarebbe mai stato sentito dagli inquirenti. "Ne conosciamo nome e cognome che – si legge sempre nell'articolo del “Giornale dell'Umbria - ovviamente comunicheremo subito agli inquirenti".
24-04-2008 Nuovo sopralluogo:
Ci sono numerose paia di scarpe e documenti sembra appartenenti a Meredith Kercher tra gli oggetti sequestrati oggi pomeriggio dalla polizia nel corso del nuovo sopralluogo effettuato nel casolare di via della Pergola dove la sera tra il 1 e 2 novembre scorso è stata uccisa Meredith Kercher. Il sopralluogo è durato una quarantina di minuti al termine dei quali la polizia ha prelevato numerosi reperti contenuti in una ventina di buste di plastica. In particolare, tra gli oggetti sequestrati ci sarebbero delle scarpe, dei documenti della vittima, tra cui il passaporto, e due lampade. Al sopralluogo hanno preso parte anche i legali dei vari indagati.
07-04-2008 La nuova perizia
La perizia eseguita dai periti nominati dal gip Claudia Matteini smentirebbe in alcuni casi i risultati raggiunti dal medico legale Luca Lalli che eseguì l’autopsia sul corpo della vittima. La nuova relazione verrà discussa il prossimo 19 aprile nel corso dell’incidente probatorio.
Meredith sarebbe stata aggredita da cinque o sei accoltellate, ma la studentessa avrebbe cercato con tutte le forze di respingere l’assassino o gli assassini. Quindi sarebbe stata finita per soffocamento. I periti hanno collocato l’ora della morte tra le 21 e le 7-9 della mattinata successiva.
04-04-2008 Meredith era in pre-coma etilico:
Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nel novembre scorso, era in precoma etilico quando è morta. E' quanto emergerebbe dall'esame chimico-tossicologico disposto dal gip di Perugia Claudia Matteini. A darne notizia il settimanale "Panorama" nel numero in edicola venerdì. La perizia, che sarà consegnata nelle prossime settimane, ha evidenziato una concentrazione di 2,3 grammi di alcol per litro nel sangue, quasi il sestuplo rispetto a quanto rilevato inizialmente. Nelle prime analisi fatte il valore era infatti di 0,43 grammi per litro.
04-04-2008 Un supertestimone ha visto la Knox e Sollecito aggirarsi attorno alla casa del delitto
Avrebbe visto Amanda e Raffaele vicino alla casa della studentessa inglese uccisa a Perugia la notte di Ognissanti: "Erano nei pressi del campetto. E ho avuto l'impressione che li avesse raggiunti una terza persona"
"Da piazza Grimana erano partiti gli ultimi autobus diretti in discoteca, erano passate le 23. La notte di Ognissanti ho visto Amanda e Raffaele nei pressi del campetto di basket. Si abbracciavano, parlottavano e di tanto in tanto guardavano di sotto, in direzione della villetta di via della Pergola. Sembrava quasi che controllassero l'abitazione''. E' la testimonianza riportata oggi dal quotidiano umbro 'Il Giornale dell'Umbria' secondo il quale sarebbe un uomo di 60 anni, il supertestimone nell'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher.
"Ero in piazza Grimana. Stavo fumando seduto nella panchina vicino all'edicola - prosegue il quotidiano riportando la testimonianza dell'uomo -. Poco dopo hanno attirato la mia attenzione due ragazzi, abbracciati e appoggiati al muretto parallelo al campo. Ho avuto la chiara impressione che stessero controllando qualcosa. Il loro modo di fare a tratti era concitato. A un certo punto, mancava poco alla mezzanotte, sono andati via, scendendo abbastanza velocemente le scalette che portano su via della Pergola. Ho avuto l'impressione che, mentre andavano via, li avesse raggiunti una terza persona, che non saprei però riconoscere''.
13-02-2008
Nessuna violenza
"Violenza sessuale su Meredith non c'è stata. L'ho sempre detto e continuo a ribadirlo". A parlare in un'intervista in onda nell'edizione delle ore 12.25 di Studio Aperto è il medico legale Luca Lalli, che consegnerà a breve una nuova relazione in supporto all'autopsia eseguita sul corpo di Meredith Kercher, la ragazza inglese uccisa a Perugia nella notte tra il 1 e il 2 novembre.
"Sulla ragazza ci sono solo ecchimosi compatibili con un rapporto sessuale, ma potrebbe essere stato consumato anche nei giorni precedenti l'omicidio", aggiunge Lalli.
01-02-2008 Meredith: sul reggiseno 2 tracce di Dna, ma non sono di Amanda, Rudy o Sollecito
S'ingarbuglia il mistero dell'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia lo scorso 1° novembre, e si allungano i tempi per avere il risultato delle perizie. Il quotidiano inglese The Sun, riporta giovedì che sono state trovate due ulteriori tracce di Dna sul reggiseno della vittima, ma queste non corrisponderebbero ai profili genetici degli accusati del delitto: Amanda Knox, Rudy Guede e Raffaele Sollecito. Mentre in precedenza, affermano i periti, altre tracce rinvenute sul reggiseno di Meredith sarebbero riconducibili a Sollecito e a Rudy, queste ultime due sarebbero di tipo diverso, e dimostrerebbero almeno che l'indumento della vittima sarebbe stato toccato anche da altre persone. Questo, precisa una fonte della polizia di Perugia citata dal Sun, non implica che altre persone siano implicate nell'omicidio, ma che il reggiseno è stato toccato da altri soggetti, magari mentre era appeso ad asciugare.
24-01-2008 Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede sono stati visti litigare assieme la sera precedente all'omicidio in via Pergola a Perugia. Lo ha detto un nuovo testimone, albanese, che aggiunge anche di aver visto la sera del 31 ottobre Amanda con un coltello, gli altri due, e di aver cominciato a litigare con loro. Circostanza però negata da Guede, il quale ha sempre sostenuto di essere stato quella sera a cena con amici. E un difensore di Sollecito ha ribadito che Raffaele non conosce Rudy.
21-12-2007 Dna misto di Amanda e Meredith nel bagno
Nuove prove della presenza di Amanda Knox sulla scena del delitto di Meredith Kercher. Gli analisti della polizia scientifica, diretta da Alberto Intini, hanno isolato nei loro laboratori di biologia altre due tracce miste del dna delle due giovani nel rilevate nel bagno della casa della vittima. Una prima traccia e' stata isolata sullo scolo del lavandino, lateralmente al tappo: l'ipotesi degli investigatori e' che Amanda, sporca del sangue di Meredith, si sia lavata le mani mescolando al sangue della vittima il suo, proveniente da una ferita o fuoriuscito dal naso in seguito ad una epistassi. Una seconda traccia, sempre mista, stavolta da contatto, e' invece quella isolata su una confezione di bastoncini per la pulizia delle orecchie, trovata sempre nello stesso ambiente. Nel medesimo bagno, gli esperti della scientifica avevano gia' trovato tracce del sangue di Amanda nel lavandino e un'altra traccia mista del dna di Amanda e Meredith nello scolo del bidet.
28-11-2007 28-11-2007
Nessuna seconda autopsia:
No ad una seconda autopsia sul corpo della studentessa inglese Meredith Kercher. Lo stabilisce il responso dei periti del gip, Claudia Matteini, i consulenti Anna Aprile, Mariano Cingolani e Giancarlo Umani Ronchi, nominati nell'ambito dell'incidente probatorio volto ad 'accertare le cause, le circostanze e l'ora della morte' della studentessa.
24-11-2007
2 coltelli:
Da quanto riporta il quotidiano romano, l'autopsia, eseguita dal medico legale Luca Lalli, dice che "sul corpo della ragazza è presente un'ampia ferita a margini netti, della lunghezza di 8 centimetri' e altre due ferite. La seconda ha dimensioni di 1,4 centimetri per 0,3, la terza ferita, invece, è di 1,5 centimetri per 0,4". "Che cosa abbia provocato quella ferita larga e slabbrata - continua il giornale - non è facile da determinare con precisione, perché il taglio è impreciso e molto grande, profondo 8 centimetri e gli investigatori parlano genericamente di arma da punta e da taglio". "Il coltello trovato a casa di raffaele - prosegue ancora il Messaggero - è compatibile con quel taglio. Le altre due ferite sono molto più sottili e compatibili con coltelli più piccoli, come, ad esempio, i coltelli svizzeri".
I soldi nel cassetto:
Dal cassetto di Meredith sarebbero spariti dei soldi. La ragazza pensava che Amanda li avesse rubati.
La circostanza della sparizione dei soldi, raccontata sulla chat di Rudy, il livoriano Lumumba, potrebbe mettere in difficoltà la difesa di Amanda Knox, ancora in carcere. La ragazza sospettata di avere sottratto la somma di denaro dal cassetto della coinquilina potrebbe essere stata scoperta ed avere poi litigato violentemente con la vittima. Gli inquirenti cercano di capire se questa sia un'ipotesi plausibile per la soluzione del giallo.
15-11-2007 Il coltello da cucina a casa di Sollecito:
Un coltello da cucina sequestrato a casa di Sollecito sembrerebbe fornire quegli 'elementi importanti' utili per la risoluzione del giallo della studentessa inglese uccisa a Perugia nella notte tra il primo e il due novembre scorso. All'esito degli esami della polizia scientifica, che si stanno effettuando a Roma al Polo Tuscolano, alla presenza dei consulenti di parte, non solo su uno dei coltelli a serramanico trovati addosso a Raffaele anche quando fu interrogato in questura sono state trovate tracce del dna di Meredith Kercher e della stessa Amanda Knox, ma su un coltello da cucina prelevato dall'abitazione del ragazzo, nonche' su alcuni stracci rinvenuti nella 'casa degli orrori'.
10-11-2007 Il quarto uomo Ha compiuto un errore il quarto uomo dell’uccisione di Perugia ricercato dagli inquirenti. Contro di lui le sue stesse impronte digitali impresse sul sangue di Meredith. Una firma lasciata sul cuscino della giovane inglese, colpevole solo d'aver detto no ad un gioco erotico cui non voleva sottoporsi. Sarebbe un musicista maghrebino, ora irreperibile, l'uomo che gli investigatori stanno cercando di stanare, il complice che ha pensato di farla franca. C'era anche lui la notte in cui Mez ha urlato tutto il suo terrore mentre Amanda, la dolce Amanda che ieri dal carcere chiedeva un dizionario, si tappava le orecchie.
Sarebbe uno del giro, un habitué dei locali più alla moda dell'acropoli perugina, il quarto uomo sulle tracce del quale si sono messi gli inquirenti umbri. Forse uno che frequentava il centralissimo «Le Chic», il pub che Patrick aveva preso in gestione da agosto.
09-11-2007 La ricostruzione:
Raffaele Sollecito e Amanda Knox hanno passato il pomeriggio insieme fumando hascisc, quindi verso le 20.30, la studentessa statunitense, mentre si trovava in casa del fidanzato pugliese, ha ricevuto un messaggio di Lumumba Diya, detto Patrick, che le avrebbe confermato un appuntamento per la sera stessa. Secondo il gip, Amanda si sarebbe offerta di fare avere al musicista dell'ex Zaire un incontro con la sua amica e coinquilina Meredith della quale si era invaghito.
Sollecito - annoiato e alla ricerca di «emozioni forti», ipotizzano gli inquirenti - e la Knox hanno quindi incontrato Lumumba in piazza Grimana intorno alle 21 e insieme si sono recati nell'appartamento di via della Pergola dove le due studentesse straniere vivevano. In base alla ricostruzione della polizia proprio a quell'ora il pugliese e la statunitense hanno spento i loro cellulari, di nuovo accesi la mattina successiva.
In base alla ricostruzione contenuta nelle motivazioni della convalida del fermo, poco dopo rientrava Meredith o la stessa poteva già trovarsi lì. L'ipotesi è che la studentessa inglese si sia appartata con Patrick. Dopo di che «qualcosa andava male», è detto nel provvedimento. Probabilmente è intervenuto anche Sollecito e i due hanno iniziato a pretendere qualcosa dalla giovane inglese che però si è rifiutata. Veniva così minacciata con un coltello che Sollecito era solito avere sempre con sè e con il quale Meredith è stata colpita al collo.
Secondo il gip i tre, resisi conto di quanto accaduto, se ne sono andati frettolosamente dalla casa creando confusione.
Cercando di simulare un furto ma anche sporcando dovunque con il sangue nel tentativo di pulirsi.
Il corpo di Meredith è stato trovato il 2 novembre intorno alle 13.30.
09-11-2007 Convalidati i fermi dei tre presunti responsabili dell'omicidio di Merdedith Kercher.
È «chiara l'assoluta futilità» del movente dell'omicidio di Meredith Kercher «rappresentata dal desiderio di rapporti sessuali non voluti dalla vittima». È quanto afferma il gip di Perugia nel provvedimento con cui ha convalidato i fermi dei tre presunti responsabili dell'omicidio:Amanda Marie Knox, Raffaele Sollecito, Patrick Lumumba Diya. L’accusa è di omicidio aggravato e violenza sessuale in concorso tra loro.
07-11-2007 La confessione di Amanda Knox «Patrick e Meredith si sono appartati nella stanza di Meredith, mentre io mi pare che sono rimasta in cucina. Non riesco a ricordare quanto tempo siano rimasti insieme nella camera ma posso solo dire che a un certo punto ho sentito delle grida di Meredith e io spaventata mi sono tappata le orecchie. Poi non ricordo più nulla, ho una grande confusione in testa. Non ricordo se Meredith gridava e se sentivo anche dei tonfi perché ero sconvolta, ma immaginavo cosa potesse essere successo».
Cede di fronte alle contestazioni dei poliziotti che l'accusano di aver mentito quando ha raccontato di essere uscita di casa alle 17 del primo novembre e di essere tornata soltanto la mattina dopo, quando è stato trovato il corpo straziato di Meredith. Il suo fidanzato Raffaele Sollecito è stato sentito qualche ora prima e ha già ammesso che quell'alibi è falso, pur negando di aver partecipato al delitto. Amanda capisce di non avere via d'uscita, però si ritaglia un ruolo marginale. Accusa Patrick Lumumba Diya di essere l'assassino.
06-11-2007 Le tracce: Gli inquirenti sono in possesso delle impronte digitali del killer. Le orme lasciate dalla tomaia delle sue scarpe sul pavimento insanguinato. E ancora: l'uomo, dopo avere ucciso la ragazza, ha chiuso la porta della camera da letto e ha tentato di cancellare le tracce di quella notte di violenza. E' andato in bagno e si è lavato le mani, lasciando tracce ematiche sia sul lavabo sia sul water. Ma è nel portatile di Meredith che si nasconde la chiave del giallo. Informazioni decisive giungeranno dall'analisi dei files, che potrebbero addirittura contenere il nome e cognome del killer, e dall'esito dei tabulati telefonici dei due cellulari della vittima. C'è poi un super-testimone, sebbene non oculare. Sophie Purton, l'amica del cuore di Meredith, che durante l'interrogatorio-fiume cui è stata sottoposta avrebbe rilasciato dichiarazioni determinanti.
06-11-2007 Non c'e' stata violenza. Non hanno fatto "emergere elementi per ipotizzare una violenza sessuale" gli accertamenti medico legali fin qui eseguiti sul corpo della studentessa inglese Meredith Kercher uccisa a Perugia. Lo ha reso noto stamani la procura della repubblica con un comunicato stampa. Dall’autopsia eseguita ieri è emerso che la morte vada ricollegata a una emorragia conseguita a profonda lesione al collo dovuta verosimilmente all’azione di uno strumento da punta e taglio.
06-11-2007 Alcune persone sono state portate in Questura, a Perugia, nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Meredith Kercher. Secondo le prime informazioni la polizia ha individuato le persone coinvolte nell'omicidio. Sull'indagine viene ancora mantenuto il massimo riserbo. Non è stato ancora reso noto il numero delle persone fermate.
04-11-2007 L’assassino le ha tagliato la gola durante un rapporto sessuale, forse dopo averla violentata. Il killer di Meredith Kercker, l'inglese proveniente da Croydon, nell'hinterland meridionale londinese.
La giovane è stata trovata completamente nuda (l'unico indumento, una maglietta, era arrotolata sopra il seno).
Il ragazzo pugliese con cui Meredith era uscita qualche volta, è stato rintracciato e interrogato. Gli inquirenti sembrano non credere alla colpevolezza del giovane che, al momento dell'omicidio, pare non fosse nemmeno in Umbria.
Le ore prima del delitto: Meredith, Mez per gli amici, potrebbe aver conosciuto il suo assassino la notte di Halloween, quarantotto ore prima di essere sgozzata. Un'amicizia recente, recentissima. Meredith Kercker non era una sprovveduta. Si fidava, questo sì. Tanto da aprire lei stessa la casa al suo assassino. La notte di Halloween, Meredith era andata con le amiche al Merlin pub, uno dei locali più frequentati dagli studenti stranieri. Al Merlin andava due o tre volte alla settimana, soprattutto nel week end. Nei giorni feriali frequentava l'università (la facoltà di lettere) e la sera durante la settimana tendeva a rimanere in casa. Dopo il pub, la sera delle streghe», il gruppo si era poi spostato in una discoteca del centro mentre la sera successiva l’inglesina si era ritrovata con altre ragazze a casa di un’amica, anche lei straniera, Sophie Purton. Erano stanche dalla notte precedente le giovani, si era sedute davanti alla tv. Intorno alle 21 Meredith se n’era però andata dicendo che sarebbe tornata nel proprio appartamento, in via Sant'Antonio 7. Una passeggiata di cinque minuti. Qualche ora più tardi è stata assassinata.
03-11-2007 Una studentessa inglese di 22 anni, Meredith Kercher, è stata trovata morta nel primo pomeriggio a Perugia, in un appartamento di via Sant'Antonio, in un casolare in prossimità dell'Università per stranieri. A scoprire il corpo della giovane, completamente nuda e con una vistosa ferita di arma da taglio alla gola, è stata la polizia postale, durante un controllo su un cellulare ritrovato nel giardino di una casa poco distante. Il telefonino è poi risultato di proprietà della stessa ragazza uccisa. Il corpo della giovane, che viveva con altre tre ragazze, sarebbe stato ritrovato sotto un piumone attorno alle 13.30.
IN ITALIA DA AGOSTO - Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri che stanno vagliando tutte le ipotesi. Da quanto si è appreso, ma tutto è ancora coperto dal massimo riserbo, la ragazza si trovava nel capoluogo dallo scorso agosto per partecipare a uno dei corsi post laurea relativi al progetto Erasmus.
LA FINESTRA - La ragazza è stata trovata morta in camera e la stanza - secondo i primi accertamenti - era chiusa dall'interno. Gli accertamenti della polizia scientifica si concentrano su una finestra della camera che dà sull'esterno. La straniera viveva nella casa insieme ad altre tre studentesse. Sul posto la squadra mobile della questura di Perugia e il sostituto procuratore della Repubblica, Giuliano Mignini. E' intervenuto anche il medico legale Luca Lalli. Gli investigatori stanno compiendo un accurato controllo anche all'esterno del casolare, circondato da un'area verde.
LA FESTA- Le altre tre studentesse che vivevano con lei sembra che la scorsa notte non abbiano dormito in casa. La stessa vittima sarebbe tornata nella casa - secondo le prime informazioni - dopo aver partecipato a una festa.
IL TELEFONINO - Il telefonino della ragazza è stato trovato nel giardino di una casa poco distante. Sarebbe stato proprio il cellulare a portare gli investigatori nell'appartamento dove la giovane è stata trovata. Questa mattina infatti, secondo quanto si è appreso da fonti investigative, alla questura di Perugia una persona, sembrerebbe un'anziana, ha denunciato di aver ricevuto giovedì sera una telefonata di minacce. La stessa persona, poi, ha riferito di aver trovato nel giardino dell'abitazione un telefonino. L'apparecchio è stato preso in custodia dagli uomini della polizia postale che sono risaliti al proprietario, appunto la ragazza straniera trovata morta. Una volta trovato l'indirizzo della giovane, gli investigatori sono andati a bussare alla sua porta ma non hanno ottenuto risposta. Così hanno sfondato l'ingresso e hanno scoperto il corpo della ragazza riverso sotto il piumone nella camera da letto.
Una giovane studentessa inglese è stata ritrovata morta in un'abitazione di Perugia in via della Pergola. Fonti investigative confermano il ritrovamento del cadavere da parte della squadra mobile. Ora si indaga sulle cause della morte. "Non si sa ancora se si tratta di omicidio o di suicidio", precisano le fonti, che non confermano però alcune indiscrezioni secondo le quali la ragazza, 22 anni, sarebbe stata rinvenuta con un taglio alla gola. A dare l'allarme la polizia postale che si sarebbe recata sul posto per condurre accertamenti su un telefono cellulare. Secondo alcuni particolari diffusi da Sky Tg24, la giovane di 22 anni, studentessa Erasmus, sarebbe stata ritrovata semi-nuda, con un taglio alla gola. La porta della camera risultava inoltre chiusa dall'interno. Altre tre studentesse condividevano con la vittima l'abitazione, una sorta di casolare nella zona dell'Università per Stranieri. Al momento - spiega il medico legale Luca Lalli, che si trova sul posto - sono attesi gli esperti da Roma per il primo sopralluogo". L'esperto mantiene il massimo riserbo sulle indagini, e conferma solo che il cadavere è stato ritrovato nella camera della vittima, vicino al suo letto.
La discussione sul caso di Meredith Kercher continua sul nostro forum all'indirizzo:
forum/viewtopic.php?f=1&t=22
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| Raffaele Sollecito | | Anni: | 24 | Sesso: | M | Lavoro: | Studente | Residenza: | PERUGIA (PG) | Cittadinanza: | Italia | Movente: | Violenza sessuale | Accuse | | Concorso in omicidio volontario | | Omicidio volontario | | Simulazione di reato | | Violenza sessuale | Sentenze  | In Assise: | 25 | | Info aggressore | 07-12-2009 Raffaele Sollecito è stato condannato in appello alla pena di 25 anni di prigione.
Raffaele Sollecito, è stato trasferito nel carcere Sabbione di Terni dopo che, per alcuni giorni, era rimasto in una cella del carcere di Capanne a Perugia in attesa della sentenza di primo grado dell'omicidio di Meredith Kercher. Resta invece rinchiusa nel carcere di Perugia Amanda Knox, condannata a ventisei anni di prigione. Rudy Guede, condannato a 30 anni per lo stesso omicidio, è invece detenuto a Viterbo.
05-09-2009 30-03-2009 Raffaele Sollecito, uno degli imputati nel processo per l'omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher, ha contestato oggi la deposizione di un testimone che sostiene di averlo visto due sere prima del delitto assieme alla vittima, all'altra imputata Amanda Knox e a una terza persona, identificata come Rudy Guede già condannato nel caso a 30 anni di carcere.
"Gioffredi non può avermi visto con Rudy perché, ribadisco, io Rudy non lo conosco, non l'ho mai incontrato in vita mia", ha detto Sollecito davanti ai giudici della Corte d'Assise oggi a Perugia. (Reuters)
30-10-2008 Raffaele rimane in carcere:
Il gup di Perugia Paolo Micheli ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata da Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i due sono stati rinviati a giudizio per l'omicidio della studentessa inglese. Nel provvedimento il giudice ha evidenziato i pericoli di reiterazione del reato e di fuga. Lo si è appreso dagli avvocati all'uscita degli uffici del tribunale. Il giudice non ha invece ipotizzato il pericolo di inquinamento probatorio.
24-06-2008 L'impronta:
Un nuovo indizio contro Raffaele Sollecito, accusato, insieme ad Amanda Knox e Rudy Guede, dell'omicidio di Meredith Kercher. Secondo il pm Giuliano Mignini, l'impronta di un piede, trovata su un tappetino intriso di sangue nella casa del delitto, è con "probabile identità" quella dello studente barese. Lo si legge nella relazione di chiusura delle indagini. La scientifica avrebbe rilevato anche altre impronte nella parte finale del corridoio che conduce nella stanza di Meredith. (Agr)
21-06-2008 I famigliari di Sollecito fanno pressioni politiche
I familiari di Raffaele Sollecito avrebbero contattato alcuni politici affinché intervenissero da Roma per fare pressioni sugli inquirenti perugini che indagano sulla morte di Meredith Kercher.
I politici di cui parlano i familiari di Sollecito nelle telefonate, che sarebbero stati anche contattati almeno in un caso, sarebbero Domenico Nania del Pdl e Nello Formisano dell'Idv. Gli stessi parenti, in un'altra telefonata, avrebbero valutato l'ipotesi di coinvolgere nella difesa di Raffaele, come poi è stato, l'avvocato e deputato del Pdl, Giulia Bongiorno.
Nelle conversazioni i familiari parlerebbero della necessità di rivolgersi ai politici per fare pressioni sulla Cassazione in occasione del ricorso contro la custodia cautelare in carcere presentato da Raffaele, e di intervenire per far trasferire o spostare alcuni investigatori della questura di Perugia che si sono occupati in questi mesi dell'omicidio della studentessa inglese.
Fonte:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php ... E_INITALIA
07-04-2008 Dubbi sull'arma del delitto
Dubbi riguardano l’arma utilizzata per l’omicidio. Il coltello rinvenuto nell’abitazione di Raffaele Sollecito, con la presenza del Dna della vittima e dell’altra indagata, Amanda Knox, è stato ritenuto solamente “compatibile”.
08-02-2008 Sollecito discuterà la tesi in carcere.
Raffaele Sollecito discuterà la sua tesi di laurea in carcere il 16 febbraio prossimo. A valutarlo in informatica, sul tema della ''programmazione genetica'', sarà una commissione composta da sette membri. Il giudice ha infatti disposto in questi giorni le ultime indicazioni su come dovrà svolgersi la seduta di laurea per lo studente pugliese. Sollecito avrebbe dovuto discutere la tesi il 16 novembre scorso e, quando è stato tratto in arresto, aveva quasi completato il suo lavoro. Tramite i suoi legali, gli avvocati Marco Brusco e Luca Maori, il giovane è riuscito a tenersi in contatto con il relatore dell'Università degli studi di Perugia e a concludere la tesi. (AdnKronos)
11-gennaio-2008
Dna di Sollecito sul reggiseno di Meredith
Anche il Dna di Raffaele Sollecito compare sulla scena del delitto. A quanto apprende l'ADNKRONOS, è stato infatti isolato dagli uomini della Polizia Scientifica di Roma il Dna del giovane su un frammento di reggiseno di Meredith Kercher, la studentessa uccisa a Perugia lo scorso 1 novembre. Il pezzetto di stoffa sarebbe stato tagliato con una lama.
Anche nuove tracce di Dna appartenenti all'ivoriano Rudy Hermann Guede sono state isolate nei laboratori romani sulla borsetta appartenente alla studentessa inglesee sul polsino di una tuta sporca di sangue sempre appartenente alla vittima.
Il Dna dello studente pugliese, attualmente in carcere con l'accusa di concorso in omicidio e violenza sessuale nei confronti della giovane Meredith, è stato isolato su un frammento del reggiseno della vittima, rinvenuto e posto sotto sequestro nel corso dell'ultimo sopralluogo effettuato dagli esperti dell'Ert, il 18 dicembre scorso, nella casa di via della Pergola, a Perugia, dove si è consumato il delitto.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, infatti, il reggiseno sarebbe stato strappato alla vittima durante l'aggressione. Il pezzetto della fascia elastica posteriore del reggiseno, sul quale è stato rinvenuto il Dna, risulterebbe essere stato reciso con una lama. Questi ultimi risultati, quindi, collocano di fatto la presenza del ragazzo sulla scena del crimine. (AdnKronos)
Le motivazioni del tribunale del riesame:
"Inquietante". Così il Tribunale del Riesame definisce la personalità di Raffaele Sollecito, ricordando le immagini del suo blog. "La verità - si legge tra le motivazioni di convalida del fermo - è che il giovane ha mostrato con la sua condotta e i suoi atteggiamenti, nonchè con le sue ondivaghe dichiarazioni, spesso allineatesi alle oniriche versioni dell'ex fidanzata, un temperamento fragile, esposto a pulsioni e condizionamenti di ogni genere".
1-dicembre-2007
Raffaele rimane in carcere
Il tribunale del riesame di Perugia presieduto dal giudice Massimo Ricciarelli ha abbracciato in pieno il teorema accusatorio esposto dal PM Giuliano Mignini e respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai difensori di Amanda Knox e Raffaele Sollecito (per l'americana gli avvocati Lucuano Ghirga e Carlo della Vedove e per il laureando barese Marco Brusco, Luca Maori e Tiziano Tedeschi). (AGI)
21-novembre-2007
L'alibi prima confermato ora viene sconfermato.
Vacilla l'alibi di Raffaele Sollecito, il giovane barese in carcere per l'omicidio di Meredith Kercher. Secondo la perizia della polizia postale, nessuno avrebbe utilizzato il computer di Sollecito nella notte tra il 1 e il 2 novembre. Sollecito ha sempre detto di aver passato la serata al computer, ma gli esperti avrebbero scoperto che ''non c'è stata interazione umana nè con il pc nè con le reti internet tra le 21.10 e le 5.32''. (Agr)
19-novembre-2007
Confermato l'alibi:
Sollecito ha sempre sostenuto di aver trascorso le ore dell'omicidio al suo computer navigando in internet, e le analisi condotte sul suo pc pare confermino la sua versione dei fatti. L'avvocato Tiziano Tedeschi, uno dei tre legali che assiste Raffaele Sollecito: "Sembrerebbe che il computer di Raffaele Sollecito sia stato utilizzato nelle ore compatibili con il ferimento e l'uccisione della povera Meredith. Il dato non è ancora ufficiale ma i nostri consulenti hanno riferito che non ci dovrebbero essere problemi in tal senso”.
Nessun indizio a casa di Sollecito.
Il sopralluogo degli inquirenti in casa di Raffaele Sollecito, il giovane pugliese in carcere per l'omicidio di Meredith Kercher, e' terminato dopo le 2 e si e' concluso con un nulal di fatto. Lo rende noto uno dei suoi legali, l'avvocato Luca Maori. "La casa - afferma il legale - era gia' sottosopra per precedenti controlli della polizia. Stavolta e' stato trovato solo un fazzolettino di carta con qualche traccia di sangue, che si presume sia di chi abitava nell'appartamento: cioe' lo stesso Sollecito o, eventualmente, Amanda Knox", la sua fidanzata, anche lei accusata dell'omicidio, insieme al congolese Patrick Lumumba Diya.
I difensori di Raffaele Sollecito chiederanno il sequestro di tutte le registrazioni delle telecamere che si trovano lungo la strada che collega l'abitazione del giovane e quella di Meredith, per provare che Sollecito non ha mai percorso quel tragitto la notte del delitto.
"Dopo una settimana, questo tipo di riprese vengono automaticamente cancellate, ma noi chiederemo ugualmente al pm il sequestro dei nastri delle telecamere di via Garibaldi per poter risalire alle immagini latenti".
13-novembre-2007. Nessuna traccia ematica:
Dai primi risultati della Polizia scientifica sembrerebbe non ci siano tracce ematiche sulla suola della scarpa Nike e sul coltello, presunta arma del delitto, sequestrati a Raffaele Sollecito". Ad affermarlo l'avvocato Luca Maori, legale dello studente pugliese accusato dell'omicidio della ragazza inglese Meredith Kercher, insieme alla fidanzata americana Amanda Knox e allo zairese Patrick Diya Lumumba, tutti nel carcere perugino di Capanne.
8-novembre-2007. Sollecito innocente:
Ha risposto Raffaele Sollecito alle domande del Gip Claudia Matteini nel corso dell'interrogatorio di garanzia che si è appena concluso nel carcere di Capanne. "Non si è dichiarato innocente - risponde il legale del ragazzo pugliese, Tiziano Tedeschi - Raffaele è innocente". Come riporta l'avvocato che lo assiste, Raffaele Sollecito "non era presente nel luogo del delitto" e questo nonostante quell'impronta rinvenuta dalla polizia scientifica fatta risalire a una scarpa compatibile con quella del ragazzo italiano. "Emergerà la sua totale estraneità - continua Tiziano Tedeschi - perchè ci sono elementi oggettivi che lo dimostrano"
Raffaele Sollecito, 24 anni, è laureando all'ateneo del capoluogo umbro.
Un cittadino congolese, la coinquilina, (una ventenne americana) e il suo ragazzo italiano: sono i tre fermati per l'omicidio della studentessa inglese. Per tutti e tre l'accusa è di concorso in omicidio e concorso in violenza sessuale.
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| Amanda Marie Knox | | Anni: | 20 | Sesso: | M | Lavoro: | Studente | Residenza: | PERUGIA (PG) | Cittadinanza: | Stati Uniti d'America | Movente: | Violenza sessuale | Accuse | | Concorso in omicidio volontario | | Omicidio volontario | | Simulazione di reato | | Violenza sessuale | | Calunnia | Prove indiziarie | | Telecamera | | Crollo dell'alibi | | Crollo all'interrogatorio | Sentenze  | In Assise: | 26 | | Info aggressore | 07-12-2009 «È stata una decisione molto sofferta, del resto come poteva non esserlo? Si parlava di dare l’ergastolo a due ragazzi di vent’anni. Allora tanto valeva dare la pena di morte, no?». Una battuta, niente più di questo. Solo un gesto di cortesia da parte di uno dei giudici popolari che racconta quanto tormentata sia stata la decisione che ha portato alla condanna di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Quelle 14 ore chiusi in Camera di consiglio devono essere state un momento di confronto ma anche di pareri discordanti, sebbene poi «ognuno ha espresso la propria opinione, chi in un verso chi in un altro, e ci siamo indirizzati verso la sentenza che è stata emessa». Ha pesato indubbiamente la valutazione del presidente Giancarlo Massei e del giudice a latere Beatrice Cristiani, i quali pare avessero le idee molto chiare su come affrontare la questione. E così si è arrivati a un giudizio praticamente unanime: 26 anni alla Knox, 25 a Sollecito, una sorta di compromesso, di condanna “addolcita”, di fronte alla pena inflitta in primo grado con rito abbreviato (e dunque con la riduzione di un terzo della pena), all’ivoriano Rudy Herman Guede.
Non si sa come i giudici, da qui a novanta giorni, motiveranno la loro decisione. Di certo, nel dispositivo già sembra di potersi leggere nuovi argomenti per il ricorso in appello da parte dei difensori. Se è vero, infatti, che le maggiori discussioni sono nate intorno alla richiesta dei pubblici ministeri di dare ai due giovani anche l’isolamento diurno, è pur vero che non deve essere stato facile per la Corte trovare un appiglio per far cadere le due aggravanti contestate, e cioè di aver agito per futili motivi e di notte quando le possibilità di difesa sono più basse. A colpire molto i giudici popolari pare sia stata proprio la richiesta della procura di “isolare” i ragazzi, come due boss di mafia. «Una richiesta molto forte – spiegano – e così ci siamo fatti chiarire bene se si poteva condannare senza dare questa ulteriore aggravante». Cinque delle persone che hanno giudicato Amanda e Raffaele, infatti, (il sesto è un avvocato) non sono addette ai lavori e non conoscono le procedure. Hanno voluto sapere, ragionare bene sulla questione, perché si trattava della vita di due ragazzi.
Poi la Corte ha maturato la decisione di non accogliere la richiesta delle aggravanti. E così è caduta quella di aver agito per futili motivi, una questione di grande importanza, perché intorno a questa tesi sostenuta con vigore dall’accusa, quasi certamente si svilupperanno le maggiori contestazioni dei ricorsi in appello. Se non c’è più la ragione banale che ha spinto i due imputati a uccidere, qual è il movente dell’omicidio di Mez? La Corte non sarebbe riuscita a individuarlo e chissà come lo motiverà, anche perché è caduta l’accusa del furto dei due telefoni cellulari e dei trecento euro della vittima. «Dunque – chiarisce l’avvocato Luciano Ghirga, difensore della Knox – non c’è più neanche il movente economico. Rimane un reato d’impeto con un generico movente sessuale che però, a nostro avviso, non ha riscontri scientifici. Il verdetto ci appare una sorta di compromesso tra l’incertezza della prova e l’entità della pena». E allora viene da chiedersi come si sia arrivati alla condanna di Amanda e Raffaele, visto che le prove scientifiche hanno dimostrato la loro “interpretabilità” sin dall’inizio. L’avvocato Giulia Bongiorno che assiste Sollecito, ha subito parlato di decisione contraddittoria, probabilmente già intravedendo un grosso spiraglio a cui appigliarsi per ricorrere ai giudici di secondo grado. Ma bisognerà aspettare, e intanto i due ragazzi rimarranno in carcere, mentre fuori i familiari stanno agitando una campagna di forte sensibilizzazione e la mamma di Amanda ha già detto che si rivolgerà al governo americano per chiedere aiuto per sua figlia.
http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di- ... ferta.html05-09-2009 16-11-2008 Nuovo testimone, crolla l'alibi di Amanda:
Spunta un nuovo teste nel delitto di Meredith. Un uomo avrebbe visto la giovane americana alle 7 e 45 della mattina in cui la giovane studentessa inglese è stata trovata uccisa, in un negozio di alimentari. Particolare che farebbe vacillare la tesi sostenuta dalla Knox di aver dormito a casa di Raffaele sino alle 10 della mattina. «Ho visto Amanda, la mattina del ritrovamento del cadavere di Meredith fare spesa alle 7,45»: è quanto sostiene il testimone, un uomo, di cui non vengono fornite le generalità, citato oggi dal Giornale dell'Umbria. La giovane di Seattle, invece, ha sempre affermato di avere dormito fino alle 10, quella mattina, a casa di Raffaele.
Il nuovo testimone, che dice di conoscere di vista Raffaele e Amanda, sostiene di avere visto la Knox il 2 novembre, alle 7.45 (quando il cadavere di Meredith non era ancora stato scoperto), in un negozio nella zona di piazza Grimana, poco distante dalla casa dell'omicidio. «Era vestita con un cappotto grigio, sciarpa grigio-azzurrino che le copriva parte del viso e un cappellino», racconta il teste, secondo il quale la ragazza aveva un atteggiamento «sospetto». «Si è recata - riferisce ancora l'uomo - nella parte del negozio dove ci sono anche i detersivi, ma non sono dire con certezza se poi abbia acquistato qualcosa». «Una volta uscita - dice il testimone, un cliente dello stesso negozio - non si è diretta verso la parte alta della via (dove c'è casa di Sollecito), ma verso piazza Grimana», quindi proprio in direzione della villetta del delitto. (Il Messaggero)
30-10-2008 Amanda rimane in carcere:
Il gup di Perugia Paolo Micheli ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata da Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i due sono stati rinviati a giudizio per l'omicidio della studentessa inglese. Nel provvedimento il giudice ha evidenziato i pericoli di reiterazione del reato e di fuga. Lo si è appreso dagli avvocati all'uscita degli uffici del tribunale. Il giudice non ha invece ipotizzato il pericolo di inquinamento probatorio.
21-10-2008 Il video falso della NBC
un video esclusivo trasmesso dalla Nbc spara ad alzo zero contro gli investigatori. Nel servizio della Nbc l'avvocato Anne Bremner (che aiuta un gruppo di amici di Amanda) spiega a più riprese come le immagini dimostrino gli errori dei poliziotti italiani. Nel filmato si vedono gli uomini della Scientifica rompere un vetro tentando di sfondare la porta della villetta, raccogliere tracce di sangue dal pavimento, lavorare alla scena del delitto senza nulla che copra i capelli e sbattere un piumone. Di più, attraverso la stampa di Seattle la stessa Bremner aggiunge: «Su questa vicenda, prima o poi, il Governo degli Stati Uniti dovrà intervenire su quello italiano».
Gli uomini della Scientifica, però, hanno già rimandato al mittente le accuse che arrivano dagli Stati Uniti, bollandole come «sbagliate e offensive».
Primo, la porta sfondata non è quella dell’abitazione di Meredith, ma dell’appartamento sottostante, come il piumone manipolato. Secondo, le prove sono state sempre raccolte in maniera corretta e non c’è stata alcun contaminazione. Non è la prima volta che gli americani mettono in dubbio come siano state seguite le indagini: già l’avvocato Joe Tacopina aveva lanciato strali contro gli inquirenti. Ma il pm Mignini, in apertura della sua requisitoria, aveva già risposto: «Certi ambienti spesso d’oltreoceano non si sono fermati alla più totale ignoranza delle norme processuali perché la presunzione è una malattia molto diffusa contro cui non esistono cure, purtroppo, quando ad essa si associa, immancabile, la superficialità». E ancora Mignini: «Un minimo di esperienza, di prudenza, di accortezza dovrebbe impedire simili giudizi sommari, espressi da 5.000, ma più spesso addirittura da 9.000 chilometri di distanza».
11-02-2008 Canta ininterrottamente Let it be dei Beatles
Secondo il tabloid britannico 'News of the World', la ragazza americana fa impazzire i secondini e gli altri detenuti della prigione di Perugia. Avrebbe chiesto invano alla direzione di avere una chitarra.
Amanda Knox canta a squarciagola da mattina a sera la famosa canzone dei Beatles Let it be nella prigione di Perugia, dove si trova per l'uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher.
17-12-2007
Amanda crolla. Ecco le contraddizioni all'interrogatorio:
La studentessa americana sarebbe crollata quando gli è stato chiesto perchè avesse chiamato in causa Patrick Lumumba Diya: prima ha iniziato a titubare su come rispondere e poi è scoppiata in lacrime.
«Lo stesso identico atteggiamento tenuto in questura quando è stata fermata» sottolinea chi era presente all’interrogatorio.
A quel punto c'è stata una sospensione per permettere ad Amanda di riprendersi, ma quando il pubblico ministero ha tentato di tornare alle domande, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Nel corso dell’interrogatorio, però, la studentessa di Seattle ha avuto anche altri momenti di difficoltà. Ad esempio - sempre secondo quanto si è potuto apprendere – quando le sono stati contestati alcuni particolari relativi alla morte di Meredith, alla posizione del corpo e alla stanza del delitto, di cui lei avrebbe fatto cenno in questura lo scorso 2 novembre (4 giorni prima del fermo) parlando con alcune amiche di Mez.
Particolari che non avrebbe potuto conoscere se non perchè era presente in via della Pergola la notte del 1 novembre.
Prima di crollare, Amanda aveva ribadito al pm la versione fornita ai giudici del tribunale del Riesame. «Quella sera – ha raccontato – sono stata a casa di Raffaele». «Abbiamo visto il film – ha aggiunto – poi abbiamo mangiato e fatto l’amore». Anche in questa fase dell’interrogatorio però, l’americana sarebbe caduta diverse volte in contraddizione, anche in considerazione di quanto raccontato dal suo fidanzato Raffaele Sollecito. Quest’ultimo infatti ha sempre sostenuto di aver passato la serata al computer, ma di questo Amanda non ha mai fatto cenno nelle quasi sei ore davanti al magistrato.
Le motivazioni del tribunale del riesame.
Oltre ai gravi indizi, c'è poi, per quanto riguarda Amanda, un alto grado di pericolosità sociale: «Non può sottacersi la sussistenza di un concreto pericolo di reiterazione - scrive il Riesame - giacchè nel quadro della ricostruzione proposta il ruolo di Amanda non può essere secondario». La ragazza, secondo i giudici, è totalemente priva di freni inibitori ed esiste «dunque una disponibilitá effettiva ad assecondare ogni tipo di pulsione, quand'anche destinata a sfociare in condotte violente e incontrollate». Amanda, scrivono i giudici, «è risultata una giovane dalla multiforme personalitá, fatta di spigliatezza e scaltrezza, non disgiunta da ingenuità, ma con una forte propensione scenica e un'elevata, si direbbe fatale, capacità di aggregazione. Si tratta di segnali - scrive il Riesame - che impongono il massimo della cautela».
Amanda rimane in carcere
Il tribunale del riesame di Perugia presieduto dal giudice Massimo Ricciarelli ha abbracciato in pieno il teorema accusatorio esposto dal PM Giuliano Mignini e respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai difensori di Amanda Knox e Raffaele Sollecito (per l'americana gli avvocati Lucuano Ghirga e Carlo della Vedove e per il laureando barese Marco Brusco, Luca Maori e Tiziano Tedeschi). (AGI)
Di Amanda le tracce di Dna, oltre a quello di Meredith su un coltello da cucina (non e' ancora chiaro se sia l'arma del delitto ed i legali della giovane hanno insitito per la non compatibilita' con la ferita provocata sulla vittima), una macchia di sangue sul rubinetto del lavandino ed ancora Dna delle due coinquiline nel bidet. A sostegno della propria tesi, il PM Giuliano Mignini ha depositato in udienza materiale fotografico inerente alle stanze dell'appartamento di Via Sant'Antonio che evidenzia e dimostra come non sia stato effettuato alcun tentativo di furto. Un elemento che avvalerebbe, una volta di piu' la tesi della messa in scena.
27-novembre-2007
una macchia di sangue inchioderebbe Amanda:
Lo scrive il pm Mignini nella memoria al Tribunale del Riesame: ''E stata ritrovata sul rubinetto del lavandino del bagno attiguo alla stanza del delitto''. Non risalirebbe ai giorni prima della notte tra l'1 e il 2 novembre, quando fu uccisa Meredith La casa è stata ripulita inscenando anche un furto non credibile (ADN)
Il memoriale:
23-novembre-2007
"Voglio chiarire che ho seri dubbi sulla verità delle mie dichiarazioni perché sono state rese sotto la pressione di stress, shock e perché ero esausta. Non solo mi era stato detto che sarei stata arrestata e messa in prigione per 30 anni, ma sono stata anche colpita in testa". E poi: "sono molto confusa. La mia testa è piena di idee contrastanti e mi dispiace di essere incapace a gestirle. C'è una cosa che dentro di me penso sia vera ma c'è anche un altra possibilità che potrebbe essere vera e, onestamente, non posso dire con certezza quale sia quella giusta". Ed è stata per "questa pressione che dalla mia mente sono venute fuori queste risposte. Nella mia mente ho avuto dei flash in cui vedo Patrick in immagini confuse. Lo ho visto vicino al campo di basket. Lo ho visto vicino alla porta di casa. Mi sono rannicchiata in cucina con le mani sopra le orecchie perché nella mia testa ho sentito Meredith gridare... queste cose mi sembrano irreali, come un sogno, e non sono sicura se siano cose realmente successe o siano soltanto dei sogni che la mia mente ha creato per tentare di rispondere alle domande che avevo in testa e alle domande che mi sono state poste". Poi di nuovo: "nei flashback che sto avendo vedo Patrick come l'assassino, ma il modo in cui la verità mi appare nella mia mente non c'è nessuno modo per me di appurarla".
12-novembre-2007
Crepe nell'alibi:
Crepe si aprirebbero anche nell’alibi di Amanda Knox, la ragazza che sembra essere sempre di più il perno di tutta questa tragica vicenda. Sembra infatti che sia saltato fuori un video che riprende Amanda mentre la sera del primo novembre, la sera del delitto, rientrava in casa intorno alle 20,43, poco prima quindi della presunta ora della morte di Meredith. Amanda, dopo una ritrattazione, afferma di non essere stata in casa quella sera.
Raffaele Sollecito e Amanda Knox
Si e' avvalsa della facolta' di non rispondere la studentessa americana Amanda Knox fermata dalla polizia nell'ambito delle indagini per l'omicidio della sua coinquilina, la studentessa Meredith Kercher.
Amanda Marie Knox, la ragazza fermata frequentava un corso di lingua italiana all'università per stranieri di Perugia, mentre il fidanzato italiano Raffaele Sollecito, 24 anni, è laureando all'ateneo del capoluogo umbro.
Un cittadino congolese, la coinquilina, (una ventenne americana) e il suo ragazzo italiano: sono i tre fermati per l'omicidio della studentessa inglese. Per tutti e tre l'accusa è di concorso in omicidio e concorso in violenza sessuale.
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| Diya Lumumba |  | Anni: | 38 | Sesso: | M | Lavoro: | Barista | Residenza: | PERUGIA (PG) | Cittadinanza: | Zaire | Movente: | Violenza sessuale | | Info aggressore | 10-09-2008 Patrick Lumumba, il primo ad essere accusato per l'omicidio di Meredith Kercher ed il primo ad essere scagionato, ha deciso di costituirsi Parte Civile nei confronti di Amanda Knox, che infatti è accusata anche di calunnia, oltre che di omicidio.
25-novembre-2007
Accusato per vendetta:
"Era arrabbiata perche' l'avevo licenziata e cosi' si e' vendicata": in un'intervista esclusiva al "Mail on Sunday", Patrick Lumumba parla di Amanda Knox, la ragazza americana che lo ha accusato di aver ucciso Meredith Kercher e a causa della quale e' rimasto per giorni in prigione. "Mi odiava, ma non pensavo che fosse il male", dice Lumumba, proprietario del pub "Le Chic" di Perugia dove la ragazza 20enne originaria di Seattle ha lavorato per quattro settimane - fino al 30 ottobre, due giorni prima che Meredith venisse trovata morta - con poca voglia di fare la cameriera e con molta di flirtare con i clienti del locale, "ogni volta che mi giravo, la trovavo a flirtare con qualche ragazzo".
20-novembre-2007
Scarcerato Patrick Lumumba
Accompagnato dai suoi legali, Carlo Pacelli e Giuseppe Sereni, ha lasciato la prigione in cui ha trascorso le ultime due settimane. Patrick non ha rilasciato nessuna dichiarazione ai giornalisti che lo attendevano fuori al carcere se non “Sono contento di tornare a casa, ringrazio Dio” e poi si è allontanato velocemente a bordo della vettura dei suoi avvocati. La scarcerazione era imminente, soprattutto dopo la notizia dell'arresto questa mattina in Germania di Rudy Hermann Guede, il cosiddetto 'quarto uomo' implicato nell'omicidio.
12-novembre-2007
Le tracce in analisi:
Verranno analizzati alcuni capelli ritrovati tra le treccine del congolese ma non appartenenti a lui, oltre alla maglietta che l’uomo avrebbe indossato la notte tra il 1 e il 2 novembre. Sotto il microscopio dovrebbero finire anche i due coltelli e le scarpe di Raffaele Sollecito, alla ricerca di tracce biologiche sulle lame, ritenute dagli inquirenti «compatibili» con la ferita che ha ucciso Meredith, e per l’eventuale conferma della corrispondenza tra la suola della calzatura e l’impronta ritrovata accanto al corpo della vittima, sotto il piumone.
Alibi dubbio
Il giudice, dopo un primo contatto telefonico, ha sentito il professore svizzero indicato dal congolese Lumumba come testimone della sua presenza al locale “Le Chic” nelle ore in cui delitto veniva consumato. Sembra però che il professore non possa confermare del tutto la circostanza. Perché se il docente afferma di esserci stato per davvero nel locale insieme ad alcuni studenti tra le 20 e le 22, non può però affermare con certezza che vi fosse anche il musicista congolese per tutto il tempo della sua presenza nel locale. E qui si inserisce la cella di telefonia cellulare che piazza Lumumba nei pressi della casa di Meredith intorno alle 20,38.
11-novembre-2007
Un supertestimone conferma l'alibi:
Un docente svizzero conferma l'alibi di Lulumba. E' il professore universitario che il musicista congolese imputato dell'omicidio di Meredith aveva indicato come la persona con cui aveva trascorso quella maledetta sera nel suo pub a Perugia. La polizia lo ha rintracciato telefonicamente a Zurigo e forse già domani il docente sarà negli uffici della squadra mobile perugina per fornire ufficialmente la sua versione.
Il giallo del cellulare. Ma c'è un però. Il musicista di colore non è completamente scagionato. Resta un dubbio. Alle 20.38 il telefono cellulare di Patrick avrebbe agganciato la 'cella' che si trova proprio sopra la casa di Meredith. Come dire che il cellulare del musicista a quell'ora era nelle vicinanze dell'appartamento della studentesa inglese uccisa. Dagli esami autoptici la ragazza sarebbe morta "tra le 21 e le 23", come ha specificato nell'ordinanza di conferma del fermo il gip.
L'alibi non regge
L'alibi che aveva fornito indicando un testimone che lo avrebbe incontrato nel suo pub, non regge. Il testimone, Usi, un senegalese 29enne, ha detto di avere incontrato Patrick nel pub ma non ricorda con esattezza a che ora.
Circostanza non da sottovalutare perché nelle ore in cui è stato commesso l'omicidio, secondo gli inquirenti, il pub era chiuso. Usi, intervistato alla trasmissione Matrix, ha confermato di essere stato nel pub ed avere incontrato Patrick appena dopo cena, anche se non ricorda l'orario, di avere consumato e di avere pagato ricevendo in cambio uno scontrino, e poi di essere tornato a casa. Ma il primo scontrino della serata risulta essere stato battuto alle 22:29, e quindi in tarda serata e non appena dopo cena, come Usi afferma.
8-novembre-2007 LUMUMBA SI DIFENDE: QUELLA SERA LAVORAVO
Ha respinto tutte le sue accuse nei suoi confronti e ha affermato di non essere mai stato in quella casa.
"Tutte le accuse nei suoi confronti - ancora gli avvocati - sono basate sulle dichiarazioni della Knox. Dichiarazioni di una mentitrice definita tale anche dal pubblico ministero". Diya Lumumba avrebbe ammesso insomma di aver conosciuto Meredith, "perchè lei gli aveva chiesto di poter lavorare - ancora gli avvocati - nel suo locale", ma nega di aver avuto un qualunque rapporto, anche sessuale, con la ragazza inglese.
7-novembre-2007 Sta prendendo sempre piu' corpo l'ipotesi che Meredith Kercher sia stata colpita da uno dei due uomini che hanno passato la serata con lei, insieme all'americana Amanda Marie Knox. In particolare gli inquirenti si starebbero concentrando su Lumumba Diya, lo zairese, piuttosto che sullo studente di Bari, Raffaele Sollecito.
Lumumba Diya, detto Patrick, 38 anni, zairiano, bloccato dalla polizia è in Italia dal 1988 e lavora regolarmente.
Un cittadino dello zaire, la coinquilina, (una ventenne americana) e il suo ragazzo italiano: sono i tre fermati per l'omicidio della studentessa inglese. Per tutti e tre l'accusa è di concorso in omicidio e concorso in violenza sessuale. Svolta, dunque, nelle indagini per il delitto di Meredith Kercher brutalmente uccisa nel suo appartamento a Perugia la notte di venerdì scorso con un taglio alla gola.
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| Rudy Hermann Guede | | Anni: | 21 | Sesso: | M | Lavoro: | Studente | Residenza: | PERUGIA (PG) | Cittadinanza: | Costa d'Avorio | Movente: | Violenza sessuale | Accuse | | Omicidio volontario | | Violenza sessuale | | Aggravante futili motivi | Prove indiziarie | | Esame del DNA | | Impronte digitali | | Foto segnaletica | | Tracce biologiche | Sentenze  | In Assise: | 30 | In Appello: | 16 | | Info aggressore | 14-01-2010 La pena inflitta all’ivoriano è passata dai 30 ai 16 anni poiché gli sono state concesse le attenuanti generiche (negate in primo grado), equivalenti alle aggravanti che gli erano contestate. In sintesi i giudici d'appello hanno stabilito la pena in 24 anni di reclusione, che è stata poi ridotta di un terzo (otto anni) per il rito abbreviato. Il diretto interessato però non si è detto soddisfatto della sentenza poiché lui è innocente.
09-11-2009 Spunta un nuovo testimone nella vicenda dell'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nella notte fra il primo e il 2 novembre del 2007.
Si tratta di una donna trovata dalla difesa di Rudy Guede (l'ivoriano gia' condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 30 anni) che chiedera' - nel processo
d'appello che comincera' il 18 novembre a Perugia - di riaprire l'istruttoria dibattimentale e di ascoltare, in contraddittorio, la ragazza. Lo scrive oggi il Giornale dell'Umbria.
Una testimonianza - prosegue il quotidiano - che smentisce
quanto dichiarato dagli amici di Rudy sui movimenti dell'ivoriano la notte del 2 novembre, a delitto avvenuto, e che secondo i legali del giovane (Walter Biscotti e Nicodemo Gentile), toglie a Rudy quell'etichetta di "bugiardo" che ne ha determinato la condanna in primo grado.
Secondo quanto dichiarato dall'avvocato Gentile al Giornale dell'Umbria, alla donna "gli amici di Rudy hanno confessato, mesi dopo aver rilasciato le dichiarazioni agli inquirenti, quando il clamore su di loro si era dissolto, che la notte del 2 novembre, dopo che era avvenuto il delitto di Meredith, Rudy era con loro. Agli inquirenti, invece, hanno detto il contrario, probabilmente per timore di venire in qualche modo coinvolti nella vicenda".
05-09-2009 29-11-2008 Trasferimento dal carcere di Perugia a quello di Viterbo per Rudy Hermann Guede, il giovane ivoriano condannato con rito abbreviato a 30 anni di reclusione per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Una decisione, secondo i suoi legali gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, "attesa" ma che "non cambia nulla per Guede".
29-10-2008 Condanna a 30 anni Rudy Guede merita una condanna, la più severa: trent’anni di carcere. E i presunti fidanzatini diabolici, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, devono subire un processo. Dopo undici ore di camera di consiglio, il giudice Paolo Micheli ha emesso il verdetto più atteso: quello per l’omicidio della giovane studentessa inglese Meredith Kercher.
Regge la tesi accusatoria: era sulla scena del crimine, come provano le sue tracce biologiche (le feci in bagno, il cromosoma Y sui tamponi vaginali di Mez, la sua impronta insaguinata sul cuscino su cui era adagiato il cadavere della studentessa) e ha partecipato al massacro trattenendo la ragazza per un braccio. (La Nazione)
09-09-2008 Sono certi che già negli atti raccolti dalla procura di Perugia ci sia la prova dell'estraneità di Rudy Guede all'omicidio di Meredith Kercher i difensori dell'ivoriano. I legali hanno quindi annunciato oggi che chiederanno per il loro assistito il processo con il rito abbreviato davanti al gip del capoluogo umbro. Un'istanza che i legali, gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, formalizzeranno all'inizio dell'udienza preliminare, martedì prossimo.
"Sentiamo l'esigenza di fare un processo diverso", ha detto Biscotti nel corso di una conferenza stampa tenuta stamani. "Avvertiamo la necessità - ha aggiunto - di tenere distante la nostra posizione rispetto a quella degli altri indagati". Il legale ha quindi parlato di "veleni" serpeggiati tra le difese negli ultimi tempi e dell'esigenza da parte loro di trovare "tranquillità in un processo diverso".(ANSA)
28-04-2008 "Gravissima rilevanza indiziaria" contro Rudy Hermann Guede, il giovane ivoriano indagato, assieme ad Amanda Knox e a Raffaele Sollecito, per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, ritrovata morta a Perugia nel novembre scorso. Cosi' la prima sezione penale della Cassazione spiega perche', il 1* aprile scorso, ha deciso di confermare l'ordinanza del tribunale del Riesame del 14 dicembre 2007 e di mantenere la custodia cautelare in carcere per il ragazzo, ritenendo "evidente ed indiscutibile" la partecipazione del giovane all'omicidio.
07-04-2008 Dubbi sulla violenza:
Incertezza sul fatto se Meredith sia stata costretta a subire il rapporto non completo con Rudy Hermann Guede, accusato di omicidio volontario e violenza sessuale. La nuova perizia non conferma che la studentessa sia stata stuprata.
27-03-2008 Guede si professa innocente
Guede, davanti al pm Giuliano Mignini e al capo della Mobile, Giacinto Profazio, si è proclamato innocente e ha accusato Raffaele Sollecito e Amanda Knox: «Era Raffaele l’uomo che brandiva il coltello e aveva in testa una cuffia bianca con una striscia rossa. Era Amanda che sulla porta di casa aspettava Raffaele per fuggire».
Ha parlato per tre ore (interrogatorio registrato), nel carcere di Capanne. Rudy ha fornito anche dei particolari su come erano vestiti Amanda e Raffaele quella dannata sera, offrendo così alcuni elementi che gli investigatori potranno verificare. E sul «movente» dell’omicidio, l’ivoriano si è limitato a ipotizzare una «lite» tra la studentessa inglese e la coppia. Quattro mesi in carcere, la prospettiva concreta di un ergastolo, la percezione che gli altri due indagati, Amanda e Raffaele, avevano rotto quel patto non scritto di «solidarietà», hanno convinto Rudy a raccontare la sua nuova verità.
19-dicembre-2007
Rudy mente:
Secondo i giudici, "emerge con evidenza che la versione difensiva dell'indagato è minata da decisive falsità".
Inoltre "la partecipazione a reati, come quelli per cui si procede, evidenziano una forte ed incontrollata attitudine alla violenza, nonostante la personalità del Guede non sia descritta in questi termini da coloro che hanno avuto modo di rapportarsi a lui", proseguono i giudici nelle 18 pagine di motivazioni.
Il fatto che nei giorni successivi al delitto di Perugia Guede sia tornato a ballare e sia andato in giro per locali di notte con gli amici come se niente fosse, per il Riesame rafforza "un giudizio di intrinseca pericolosità sociale".
Questi elementi, assieme alla fuga e alla richiesta di asilo all'estero sotto falso nome, per i giudici dimostrano come sia "ben più che ipotizzabile il rischio che se rimesso in libertà si dia alla fuga".(Reuters)
Traccia epiteliale di Rudy sul reggiseno di Mez
15-dicembre-2007
Una nuova traccia del Dna di Rudy Guede e' stata trovata dalla polizia scientifica sul reggiseno strappato a Meredith Kercher. La traccia di Dna del giovane ivoriano e' stata trovata dagli esperti della polizia scientifica, diretti da Alberto Intini, sulla bretella posteriore del reggiseno. In particolare e' stata recuperata la traccia del cromosoma y di Rudy, lo stesso isolato nel tampone vaginale fatto a Meredith e anche sul frammento di carta igienica. La traccia epiteliale, molto lieve ma in grado di esser individuata, sarebbe stata lasciata dallo sfregamento della mano. L'ipotesi investigativa e' che Rudy abbia strappato il reggiseno a Meredith, che e' stato trovato in terra con le spalline rotte, vicino al cadavere. La posizione dell'ivoriano, che proprio oggi si e' visto respingere l'istanza di scarcerazione dal tribunale del Riesame, si fa dunque sempre piu' difficile. Anche perche' sul reggiseno ci sarebbero vistose tracce di sangue di Mez, 'a schizzo': l'ipotesi degli inquirenti e' che quel capo d'abbigliamento sia stato strappato nel momento in cui alla giovane studentessa inglese e' stata inferta la coltellata mortale o negli istanti immediatamente successivi. (Ansa)
13-dicembre-2007
Il memoriale di Rudy
eredith si lamentava di Amanda. Quella sera a casa sua mi disse testuale "quella t... di una drogata". Erano parole pesanti per due che erano amiche. Mi riferì che non vedeva più i suoi soldi e mi mostrò il cassettino accanto al letto dove teneva anche la biancheria intima". Rudy Hermann Guede, il "quarto uomo" del delitto di Perugia, era rinchiuso in una cella del carcere tedesco di Coblenza quando ha scritto, in un italiano a tratti imperfetto, il suo memoriale.
In quelle 25 pagine ha fissato come un'istantanea i ricordi di quella tragica notte in cui Meredith fu uccisa. E in cui lui, a suo dire, fu aggredito dal suo assassino.
"Mentre ero nel bagno, ho sentito urlare di brutto. Sono andato verso la camera di Meredith. C'era questa figura girata di spalle dentro la stanza. Si è voltato, era un maschio italiano perché mi ha insultato, non aveva accento straniero. Con il coltello in mano, ha cercato di colpirmi.
Mi sono difeso cercando di coprirmi con la mano, ma quel coltello era tagliente, solo sfiorandomi mi ha fatto ferite piccole ma profonde. Era come un bisturi. Non avevo i pantaloni allacciati e indietreggiando sono caduto. Ho preso una sedia per proteggermi. Lui è uscito dalla porta dicendomi: "Trovato un ***, trovato il colpevole"".
Da quelle 25 pagine lo psichiatra Alessandro Meluzzi (coordinatore dei consulenti medico-legali di Valter Biscotti, l'avvocato di Guede), è in grado di tracciare un suo primo, sommario profilo psicologico. "È un ragazzo fragile - dice Meluzzi - non aggressivo e soprattutto non violento. Un ritratto ben diverso da quello per cui Rudy è il colpevole designato".
Rudy - che sarà interrogato domani dal gip - non si dà pace per non essere riuscito "a salvare Meredith". "Lei non voleva morire. Mi stringeva la mano. Aveva il collo che sembrava un fiume di sangue, chiedeva aiuto. Mi sono inginocchiato accanto a lei. Le ho chiesto: "Che è successo?" e lei ripeteva quel suono: "af, af, af". Visto che avevo la mano piena di sangue, ho cercato di scriverlo sul muro".
Poi si fa una sfilza di domande senza risposta che esprimono tutta la sua angoscia. "Ma come ha fatto Amanda a fare la doccia con tutto quel sangue nel bagno e nel corridoio?". E poi ancora: "Perché Patrick? Chi era quella persona? Raffaele? E poi "af, af, af", può stare per il suo nome?". "E chi c'era nella casa sotto quando sono andato via?". "Cosa mai è successo fra Amanda e Meredith?". "Cosa nascondi Amanda? Ti prego, dillo. Perché hai accusato Patrick, perché la persona che mi ha detto "Trovato un ***, trovato un colpevole" pensava che io fossi Patrick? Già sapevate a chi dare la colpa?".
Oltre a farsi mille domande, mentre scrive il suo memoriale Rudy Rudy piange e si dispera, abbandonandosi ai ricordi: "Questa storia sommata alla mia infanzia ed adolescenza è una miscela esplosiva per me, non ce la faccio più a dormire, non riesco a chiudere gli occhi che vedo tutto rosso, non avevo mai visto tutto quel sangue, sembrava un fiume".
Poi giura di non aver abusato di Meredith: "Non l'ho violentata perché rispetto molto le donne in quanto non avendo mai avuto una madre vedevo in molte figure femminili la mia dolce, affettuosa madre. Sono andato lì solo per parlare con lei. Non nascondo che mi piaceva. Ci siamo visti la sera di Halloween nella casa di alcuni ragazzi. Meredith non l'avevo riconosciuta perché mascherata da vampiro. Quando l'ho riconosciuta le ho detto "Mi vuoi succhiare il sangue perché avete perso la coppa?" E lei si era messa ridere perché settimane prima l'Inghilterra aveva perso contro il Sudafrica nella finale di rugby e quella sera ci eravamo incontrati, ci siamo visti per tutta la serata e ci siamo scambiati un sacco di battute".
"Quella sera ci ho flirtato, mi ci è scappato un bacio e basta. Ecco il motivo di volerla rivedere il giorno dopo. Lei mi ha dato l'orario e il luogo dell'appuntamento". Il "quarto uomo" di Perugia dedica infine alcune pagine ad Amanda. "Non la conosco del tutto. L'ho conosciuta una volta al locale Le Chic che non sapevo fosse di Patrick. Sono andato lì una volta perché mi era stato dato in mano un volantino su cui era scritto il nome del locale. Dentro vidi Patrick che già conoscevo per dire, perché lo vedevo spesso e ho anche una foto con lui fatta al Domus una sera. Fu dentro il locale che conobbi Amanda. Mi ricordo benissimo. Mi si avvicinò con il sorriso stampato sulla faccia. Quella sera ero solo, iniziai a parlare quando mi disse che era di Seattle. In seguito la incontrai molte volte ma era ciao e via, ognuno per la sua strada". (Da Repubblica)
8 dicembre 2007
L'interrogatorio:
Il commento dell'investigatore che lascia il carcere di Capanne dopo otto ore di interrogatorio, dà il senso della giornata: «Il racconto non è credibile». Si è rivelato un bluff l'annuncio di «rivelazioni nuove» fatto da Rudy Hermann Guede al suo rientro in Italia. L'ivoriano ventunenne accusato di aver violentato e ucciso Meredith Kercher con Amanda Knox e Raffaele Sollecito il primo novembre, ha di fatto confermato la versione fornita dopo l'arresto al magistrato di Coblenza: «Ero in quella casa, ma non l'ho uccisa ». E su quel «giovane italiano » che secondo lui sarebbe l'assassino, dice: «Non lo conosco e non saprei farne una descrizione precisa perchè ho lottato con lui, ma guardavo il coltello». Non parla di Amanda, non parla di Raffaele.
E tanto basta per rafforzare negli inquirenti la convinzione che tra loro ci sia un accordo, visto che anche l'americana ha detto di essere stata nella villetta mentre l'amica veniva assassinata e non ha mai fatto cenno alla presenza di Rudy. Lui non fornisce alcun elemento che possa aiutare a comprendere che cosa accadde davvero e soprattutto perchè Meredith fu accoltellata. E alla fine, dopo aver sbandierato per giorni il rimorso per per non averla salvata, è costretto ad ammettere: «Dopo essere scappato, ho girovagato per un po' e poi sono andato in discoteca con altre persone ».
La sua ricostruzione:
«Ho incontrato Meredith mette a verbale - e ci siamo piaciuti. Lei mi ha dato appuntamento per la sera successiva a casa sua». Nei giorni successivi al delitto sono state interrogate le giovani inglesi che con lei avevano trascorso il pomeriggio del primo novembre, compresa Sophie Purton che verso le 21 fece con lei un tratto di strada verso la villetta. Con nessuna di loro Meredith parlò dell'appuntamento che aveva. Anzi, disse che era stanca e sarebbe andata a dormire. Mentiva? È possibile, ma le ragazze condividevano i propri segreti, in modo particolare quelli che riguardavano i fidanzati. E infatti tutte, comprese le coinquiline, giurano che non faceva mai entrare uomini nell'appartamento ad eccezione di Giacomo Silenzi, con il quale aveva una storia da un paio di settimane. Rudy afferma il contrario: «Quando sono arrivato abbiamo cominciato a baciarci. Lei mi ha chiesto se avevo un preservativo e quando ho risposto di no, ci siamo fermati. Poi mi sono sentito male e sono entrato in bagno».
Da questo momento il racconto si concentra sull'aggressione: «Ho sentito le urla e sono andato verso la camera. Meredith era sanguinante, c'era un ragazzo con un coltello». È confuso quando tenta di descriverlo, sulle fasi della presunta colluttazione, su quanto accadde dopo. Ripete di aver tentato di aiutare Meredith, ma neanche lui sa ben spiegare perché decise poi di fuggire. Parla di «paura, panico». Ribadisce di aver sentito alcune persone che parlavano fuori della villetta, ma non riesce a dire neanche se si tratti di uomini o donne. Il giudice Matteini e il pubblico ministero Mignini lo incalzano con le domande, evidenziano le sue contraddizioni. Gli mostrano le foto della casa dove è avvenuto l'omicidio, tentano di carpire dettagli utili all'indagine. E lui appare sempre più confuso, anche su quello che avrebbe fatto dopo essere andato via. «Vagavo», afferma. Ma poi gli leggono il verbale di due ragazze spagnole che lo incontrarono al Domus e lui non può negare di essere andato a ballare.
Dopo otto ore di interrogatorio, la ricostruzione che offre sembra aggravare la sua posizione, già delineata grazie agli esami compiuti dalla polizia Scientifica. Perché appartiene a lui l'impronta di un palmo rimasta sul cuscino intriso del sangue della vittima, così come il Dna rinvenuto sul tampone vaginale di Meredith. E quindi sarà lui a dover raccontare, in maniera più convincente, che cosa successe. Nei prossimi giorni sarà interrogato di nuovo dal pubblico ministero. (Corriere della sera.)
7 dicembre 2007
Rudy Hermann Guede è stato trasferito dalla Germania, dove è stato catturato, in Italia nella giornata di ieri e quella appena trascorsa è stata la prima notte per lui nel carcere di Perugia, trascorsa in una cella di isolamento e senza la possibilità di vedere la tv o leggere i giornali. Il ragazzo, che si è sempre proclamato innocente, ha ammesso di essere stato la sera dell'omicidio all'interno dell'abitazione della povera Meredith ma nega di aver ucciso la ragazza.
Lo stesso Rudy dal carcere ha detto: «Se fossi stato un uomo, Mez sarebbe viva». Il ragazzo infatti ha detto di essere fuggito terrorizzato dalla vista di tutto quel sangue. (Il messaggero)
4 novembre 2007
Rudy di professa sempre innocente:
Rudy Hermann Guede ha ribadito a suo padre la propria estraneità all'omicidio di Meredith. "Papà, io non sono stato" avrebbe detto al padre Roger che è andato a trovarlo nel carcere di Schifferstadt dove è rinchiuso. Il padre lo ha esortato a essere sincero: "Devi dire la verità, con il cuore". "La verità è che non sono stato" ha risposto senza esitazione Rudy. Erano presenti i suoi due avvocati Nicodemo Gentile e Vittorio Lombardo.(Barimia)
Estradato
Le autorità tedesche hanno autorizzato l'estradizione di Rudy Hermann Guede(nella foto), accusato dalla magistratura di Perugia di essere coinvolto con l'omicidio di Meredith Kercher.
Il procuratore di Coblenza ha reso nota l'autorizzazione all'estradizione di Guede condizionata all'impegno delle autorità italiane alla concessione della libertà condizionata dopo 20 anni di carcere in caso di una sua condanna all'ergastolo. Secondo quanto precisa l'agenzia di stampa tedesca 'Dpa', citando il procuratore tedesco Norbert Weise, la magistratura di Perugia ha acconsentito a questa richiesta.
Guede, che dal 20 novembre è detenuto nel carcere minorile di Schifferstadt e ha sempre negato di aver assassinato Meredith, potrebbe arrivare in Italia già giovedì. (AdnKronos)
25-novembre-2007
Rudy nega la violenza:
Rudy Hermann Guede ammette di aver avuto un rapporto sessuale con Meredith la notte dell'omicidio, ma nega la violenza. Le rivelazioni arrivano dall'avvocato del ragazzo ivoriano che ha parlato di ''qualche piccola effusione''. Secondo il legale, tra Rudy e Mez ''c'era una grande simpatia, anche se non erano fidanzati''. Il giovane, tramite il suo avvocato, fa sapere inoltre di essere in grado di riconoscere chi lo ha aggredito in casa di Meredith ed e' poi fuggito.
23-novembre-2007
Rudy ebbe rapporti con Meredith:
Rudy Hermann Guede non solo era nella casa di Meredith Kercher ma ebbe o comunque tento' di avere un rapporto sessuale con la ragazza. E' il risultato dei test ultimati in serata nei laboratori di biologia della Polizia scientifica di Roma. Il profilo del Dna ricavato dallo spazzolino da denti sequestrato due giorni fa in casa dell'ivoriano coincide infatti con quello ottenuto dalle "tracce epiteliali di sfregamento" lasciate sulla carta igienica recuperata nel bagno della ragazza e con quello dal tampone vaginale effettuato su Meredith. In particolare, coincidono il cromosoma Y (quello che identifica tutti i maschi di uno stesso gruppo familiare) isolato sullo spazzolino da denti di Rudy e sul tampone. (AGI)
Uno dei tabulati telefonici di Amanda rivela un particolare importante, e cioé che il cellulare di Rudy e della giovane americana sono entrati più volte in contatto tra loro sia prima che dopo l’omicidio di Meredith. Il particolare, che apre un nuovo scenario sui rapporti tra i due accusati, si scontra con le dichiarazioni rese finora dalla ragazza, che ha sempre solo accennato alla presenza di Rudy nella casa dell’inglese uccisa e delle sue amiche.
20-novembre-2007
La cattura:
«Sono stato in quella casa ma non la sera dell’omicidio»
Rudy «agganciato» attraverso un amico su Internet
PERUGIA — «Se continui a scappare penseranno che sei colpevole. Devi tornare in Italia. Io ti aspetto a Milano». La trappola per Rudy Hermann Guede scatta lunedì sera. Un suo amico di Perugia accetta di collaborare con la polizia per convincerlo a rientrare. Lo aggancia attraverso il blog, poi gli parla con Skype, il sistema di telefonia via Internet. Rudy giura di essere innocente: «Non ero lì quella sera. Se hanno trovato le mie impronte, vuol dire che le ho lasciate prima. Sono stato in quella casa, ma il giorno del delitto non ci sono entrato. Conoscevo Amanda e conoscevo Meredith, però non l’ho uccisa io». Parlano per ore, staccano e poi riprendono la conversazione. Rudy non sa che accanto al ragazzo ci sono il capo della squadra mobile di Perugia Giacinto Profazio e il funzionario dello Sco Fabio Giobbi. E rivela di essere a Düsseldorf. La trattativa si fa a tratti estenuante. Alla fine, accetta: «Va bene prendo il treno, ci vediamo lì».
L’Interpol ha già allertato gli investigatori tedeschi, così come quelli di tutti gli altri Stati europei. L’ordine di cattura internazionale è inserito nel sistema Schengen. L’arrivo del treno a Milano è previsto alle 14,35. Mentre i poliziotti italiani partono con l’amico per andare ad aspettarlo, l’ivoriano sale in carrozza. Sono le 2 della notte. La tratta prevede tre cambi: Colonia, Francoforte, Olten. Ma a metà del viaggio Rudy sceglie un’altra linea e prende il trenino che collega Coblenza a Magonza. Forse ha deciso che la sua fuga non è ancora finita. Non ha il biglietto. Un controllore lo ferma, gli chiede i documenti. Lui dà prima una falsa generalità, poi cede: «Gli italiani mi stanno cercando per la storia di una ragazza ». Una verifica al terminale consente di scoprire che è ricercato per ordine della magistratura umbra. Qualcuno dice che in passato sia stato «segnalato» anche in Germania. Alle 7,15, quando arriva alla stazione di polizia per l’identificazione, il ragazzo cerca aiuto in chi lo aveva accolto qualche anno prima a Perugia: «Avvertite la famiglia Caporali».
In attesa dell'arrivo in Italia:
arrivato a Perugia a 5 anni e dai 17 ai 19 affidato alla famiglia perugina Caporali, molto nota e benestante (agli agenti che lo hanno fermato ha subito chiesto che l'avvertissero) che meno di una settimana prima dell'omicidio era stato sorpreso a dormire in un asilo nido a Milano; con il custode si era giustificato dicendo di volervi solo trascorrere la notte. Aveva con se' il PC portatile (sul desktop la foto che lo vede accanto allo stilista Giorgio Armani) ed un coltello rubato alla cucina dell'asilo. Venne denunciato a piede libero e pochi giorni dopo, sempre a Milano, fermato per detenzione di una modica quantita? di droga. Per ora sara' assistito dai legali d'ufficio Arnaldo e Giovanni Picuti (presenti ieri nella casa insieme agli avvocati di Raffaele Sollecito). Stamani Rudy Hermann, che ha confermato di avere conosciuto Meredith e Amanda ma di "essere innocente", comparira' davanti al giudice di Coblenza che dovra' decidere se convalidare il mandato di arresto europeo emesso nei sui confronti nonche' i tempi necessari per il rientro in Italia che si presume siano piuttosto ristretti.
Catturato:
E' stato catturato Rudy Hermann Guede, il cosiddeto quarto uomo, che sarebbe stato nella casa del delitto la notte in cui e' stata uccisa Meredith. A Guede, 21 anni, di origine ivoriana, apparterrebbe l'impronta insanguinata raccolta sul cuscino della ragazza assassinata a Perugia.
Guede e' stato catturato dall'interpol su di un treno che viaggiava tra le stazioni di Magonza e Wiesbaden (Germania). Privo di biglietto, al controllo della sua identita' e' stato individuato come ricercato ed arrestato. In base alle procedure Schengen potrebbe essere espulso e consegnato alle autorita' italiane in tempi piu' brevi di quelli necessari per l'estradizione (che richiede un minimo di due-tre giorni).
Il 21enne ivoriano era ricercato dalla procura di Perugia, con mandato di cattura internazionale per violenza sessuale e omicidio aggravato in concorso, di Meredith Kercher.
Rudy Hermann, sempre secondo indiscrezioni, sarebbe venuto in Italia da piccolo, presso una famiglia perugina, che ha però lasciato da qualche tempo interrompendo ogni rapporto. Alcune indiscrezioni segnalano che alla fine di ottobre sarebbe stato a Milano, dove sarebbe anche stato denunciato per un furto; secondo altre, la sua presenza a Milano sarebbe invece nei giorni immediatamente seguenti il delitto e sarebbe legata ad un'idenficazione fatta per il possesso di una piccola quantità di stupefacente. Nei suoi confronti - è stato confermato dagli inquirenti - c'é un mandato di cattura internazionale. Rudy Hermann ha giocato nella squadra di basket 'Nuova pallacanestro Perugia', nella stagione 2004-05, che allora militava nella serie C1. Il giovane, alto 1.79, ha giocato nel ruolo di guardia.
Secondo il padre di Raffaele Sollecito, arrestato per l'omicidio, Rudy sarebbe stato l'unico uomo presente in casa quando la studentessa inglese e' stata uccisa.
E potrebbe invece essere vicina la scarcerazione di Patrick Lumumba Diyai. L'istanza al Gip dovrebbe essere firmata nelle prossime ore a e contestualmente consegnata alla cancelleria del giudice.
La Questura di Perugia, al fine di agevolare l'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher, ha convocato fotografi e cineoperatori per divulgare al massimo l'immagine di Rudy Hermann Guede, considerato il quarto uomo della vicenda. Durante l'incontro, terminato poco fa, oltre alla foto sono state fornite la data di nascita del 21enne (nato in Costa D'Avorio il 26 dicembre 1986) e l'altezza, pari a 1,76 m.
Il 21enne e' accusato di omicidio aggravato in concorso e violenza sessuale e nei suoi confronti il Gip Claudia Matteini ha emesso un provvedimento restrittivo in carcere.
Contro Ermann ci sono i riscontri scientifici degli uomini dell'ERT sulla pelle dell'inglese uccisa e sul rapporto sessuale ''frettoloso'' (e verosimilmente non voluto) citato nella relazione autoptica dal medico legale Luca Lalli.
Un giovane timido, al limite dell'introverso, che non ha mai dato segnali di essere un violento anche se qualche volta è stato un po' bugiardo: così descrive Rudy Hermann Guede la figlia dell'imprenditore perugino che aveva preso in affido temporaneo per due anni il giovane.
«Per noi era come un fratello in più» ha spiegato. Guede, originario della Costa d'Avorio, al compimento dei 18 anni aveva lasciato la famiglia italiana per raggiungere alcuni parenti a Lecco. Tornato a Perugia era stato assunto come giardiniere presso un agriturismo gestito dagli stessi imprenditori.
Ma nell'agosto scorso aveva lasciato anche questo impiego interrompendo qualsiasi contatto con la famiglia adottiva.
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| Autore: mety | Rudy e gli altri | [ 23-11-2009 16:31:13 ] | Rudy e gli altri
Se gli inquirenti avessero davvero le idee chiare, avrebbero già trovato il modo di far dire la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità al solo che la conosce e cioè Rudy Guede, il quale, invece, continua a raccontare balle a se stesso e agli altri. C'è chi gli crede Continua ... |
| Autore: giulay | | [ 21-12-2007 21:48:50 ] | auguro a questi presunti assassini tutto il male del mondo cm sempre! di certo rimango dell'idea k avere 1 vita eccessivamente sregolata aumenta il riskio di trovarsi vittima o carnefice di casi del genere. |
| Autore: margherita | | [ 10-11-2007 15:58:20 ] | comunque il problema violenza e' grosso in tutto il mondo industrializzato, e' in forte aumento negli ultimi anni, specie i delitti spesso anche per futili motivi |
| Autore: margherita | concordo pienamente | [ 10-11-2007 15:55:13 ] | concordo con quello che hai detto, in tutto, soprattutto per il modo in cui ne parli, con rispetto e affetto per mez, speriamo davvero che trovi ora un po' di felicita'. |
| Autore: | Gioventu' Bruciata | [ 08-11-2007 10:28:00 ] | Ecco il quadro che emerge dal corriere della sera dell'8 Novembere 2007 " Il quadro che emerge dai verbali dei giovani che frequentavano Meredith e le sue amiche è quello di un «gruppo allargato». Ragazzi che si sono trasferiti a Perugia per studiare, che vivono lontano dalle famiglie e non sembran Continua ... |
| Autore: Monika | ciao. | [ 07-11-2007 20:39:58 ] | Mi ha molto incuriosito il tuo commento. Io sono una comunissima persona che si è interessata a questo caso per la crudeltà con cui hanno ucciso questa ragazza e mi spaventa il fatto che ad ucciderla sia stato una persona cosi' vicino a lei come il suo fidanzato e per questo io verso Stasi nella mia Continua ... |
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