22-09-2008 Telecamere:
Immagini, ma anche solo un frame nel quale compaia il killer di Salvatore Padovano, il boss di Gallipoli, ucciso il 6 settembre scorso. Gli investigatori hanno acquisito le immagini filmate dalle telecamere piazzate vicino al luogo in cui è avvenuto l’omicidio, davanti alla pescheria «Paradiso del Mare» di Rivabella. Ma si stanno visionando anche quelle riprese dagli obiettivi sistemati lungo il probabile tragitto seguito dall’assassino a bordo del suo scooter per arrivare a Rivabella e per fuggire.
Il killer di Salvatore Padovano ha agito a volto scoperto. E’ arrivato davanti al punto vendita di frutti di mare nel quale lavorava Padovano. Ed è riuscito a farlo uscire dal locale, con uno stratagemma. Probabilmente non sapeva neppure che faccia avesse «Nino Bomba». E per esserne certo prima di sparare, il killer si è affacciato nel locale ed ha detto: «Di chi è la Bmw X3? C’è stato un incidente».
Fonte:
http://www.portadimare.it/index.php?opt ... Itemid=28
08-09-2008 E' stato ritrovato a Gallipoli dalla polizia lo scooter 125 che sarebbe stato utilizzato ieri dal sicario che ha ucciso con colpi d’arma da fuoco l’ex boss della Scu Salvatore Padovano, 47 anni, dinanzi ad una pescheria alla periferia del paese. Padovano è stato ammazzato con quattro volpi di pistola, uno mortale alla testa. Infatti, sul luogo dell’omicidio la polizia ha recuperato quattro bossoli di una pistola calibro 9.
Fonte:
http://www.sudnews.it/notizia/32269.html
Quattro colpi d’arma da fuoco, uno lo ha raggiunto alla tempia. Nessuno scampo per Salvatore Padovano, già conosciuto nel passato come “Nino Bomba” 47 anni, gallipolino. E’ morto poco prima delle 13 all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dopo una folle corsa in ospedale dell’ambulanza. Il personale lo aveva prelevato agonizzante da terra. Troppo gravi le sue condizioni. La profonda ferita non ha lasciato scampo, nonostante il disperato tentativo dei medici di strapparlo alla morte. Vittima di un vero e proprio agguato, sulle cui dinamiche sono ora chiamati ad esprimersi gli investigatori. Sul posto, polizia del commissariato locale, carabinieri, guardia di finanza. Nei pressi del “Paradiso del Mare”, una nota pescheria gestita dai cugini di Padovano, che sorge lungo la Gallipoli-Santa Maria al Bagno, un’estesa chiazza di sangue. Ancora in fase di ricostruzione le fasi di un efferato omicidio che sembra far sprofondare il Salento negli anni più bui della guerra di mala, a cavallo fra gli anni ’80 e ’90, prima che sulla Sacra corona unita si abbattesse pesantemente la scure della Procura della Repubblica di Lecce.
Il fatto è avvenuto intorno alle 10,30 di questa mattina. Padovano si era recato nella pescheria gestita dai suoi cugini, del ramo familiare dei Pianoforte, quando è stato avvicinato da un individuo, giunto forse a bordo di una moto che però nessuno sembra abbia visto, che l’ha attirato in una feroce trappola mortale con una banale domanda. Salvatore Padovano aveva posteggiato nelle vicinanze la sua Bmw X3. Non ha avuto il tempo di reagire, di capire cosa stesse accadendo. Si trovava all’ingresso del locale, non lontano dal cancello d’apertura. Improvvisamente, dal nulla, si è materializzato un uomo con il volto coperto da un casco integrale. Poche parole, il messaggio di morte. “Chi è il proprietario di quella macchina?”. Padovano si sarebbe voltato, ed avrebbe risposto: “Io…”. E giù un raffica. Quattro colpi. Quello letale, alla testa. Così come è sbucato dal nulla, l’assassino s’è dileguato. Tutto è avvenuto in pochi istanti. Aveva un complice? C’era una moto da qualche parte? Nessuno sembra al momento che abbia notato questi importanti particolari.
Per terra, ora, una chiazza di sangue. Padovano è spirato dopo il ricovero, ma le sue condizioni erano già disperate durante il trasporto. Figlio di Luigi Padovano, negli anni della dominio della Scu ritenuto personaggio ai vertici del clan di Gallipoli, Salvatore Padovano era dal gennaio scorso un uomo libero a tutti gli effetti, senza alcuna pendenza. Associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga (41 bis). Per quest’accusa era stato condannato a 26 anni di carcere (scontati 20). Nel dicembre del 2006 era uscito, rimanendo in libertà controllata fino al dicembre del 2007. “Da Ciano all’11 Settembre”, presentato nel marzo scorso, è stata la sua prima fatica letteraria. Un racconto sulla sua lunga prigionia. Stava attualmente lavorando alla sua autobiografia. Parte dei suoi lavori (comprese diverse poesie ed alcune letture filmate e postate su YouTube) erano stati pubblicati sul web sul suo sito:
http://www.salvatorepadovano.it/
Fonte:
http://lecceprima.it/articolo.asp?articolo=10255