Sei i morti nell'agguato di Castel Volturno, nel casertano: tre ghanesi, un liberiano e un immigrato del Togo morti sul posto; un altro liberiano è morto stamane in ospedale. Resta in gravi condizioni un altro straniero. A pochi chilometri di distanza, a Baia Verde è stato ucciso un italiano, Antonio Celiento, 53 anni, ritenuto vicino ad uno degli esponenti di spicco del clan dei Casalesi.
Ci sono pochi dubbi per gli inquirenti sulla matrice camorristica del doppio agguato. La tipologia di armi usate, kalashnikov e pistole calibro 9, è la stessa di quelle di cui sicari si sono serviti sia per gli omicidi 'eccellenti' nel casertano di questa primavera, da quello di Umberto Bidognetti, padre del pentito dei Casalesi Domenico, a quello dell'albanese uciso la scorsa settimana a San Marcellino, sia degli atti di intimidazioni a titolari di esercizi commerciali di questa estate.
Sotto i colpi dei killer, nei pressi dell'hotel Millenium, tra il napoletano e il casertano, sono caduti Samuel Kwaku, 26 anni, del Togo, e Adam Cristhofer, liberiano 28enne, che hanno cercato di fuggire in auto; un'altro extracomunitario per ora non identificato che si era messo alla guida della vettura; Julius Francis Antwi, 31 anni, ghanese, caduto mentre tentava di aprire lo sportello dell'Alfa 145 bordaux su cui in quattro cercavano una via di scampo; Erik Asserem Ieboa, 25 anni, che era fuori dal negozio di fronte hotel Millenium, e Alex Jenes, 28 anni, spirato stamano. Rimane ferito in gravi condizioni Joseph Ain Bora, 24 anni.
Proteste e rabbia degli immigrati: "Non siamo spacciatori" - Un gruppo di immigrati africani ha dato vita a un blocco stradale davanti al luogo dove sono stati uccisi sei extracomunitari e ha danneggiato, con pietre e mazze, due auto ferme in strada.
Gli immigrati, che si trovavano a bordo di autobus di passaggio nella zona, sono stati fatti scendere e si sono aggregati alla protesta in corso. In strada diverse donne ed alcuni bambini.
Sul posto dell'agguato è arrivato anche il sindaco di Castelvolturno (Caserta), Francesco Nuzzo, che ha cercato di convincere gli immigrati a porre fine alla protesta. Gli extracomunitari, soprattutto africani, continuano a puntare il dito contro chi li accusa di spacciare droga.
"Noi siamo persone perbene, non è giusto che ogni volta che si parla di droga - dicono - siamo noi i colpevoli e questo solo perchè è nero il colore della nostra pelle. Questo è razzismo". Nel gruppo di protesta ci sono anche diverse donne, perfino con bimbi. Gli immigrati, rovesciando due auto al centro della strada, hanno rinforzato il blocco.
22-09-2008 I carabinieri del comando provinciale di Caserta e la polizia hanno individuato e arrestato in località Baia Verde, Alfonso Cesarano, 34 anni.
Per lui l'accusa è di essere uno dei presunti esecutori della strage di extracomunitari compiuta giovedì sera a Castelvolturno sul litorale Domizio dove sei extracounitari di origine africana furono uccisi in una sartoria.
Prima della strage lo stesso commando sarebbe stato anche autore di un altro omicidio.
Sabbero loro per gli inquirenti ad aver ucciso Antonio Celiento, 54 anni, gestore di un locale a Baia Verde, presumibilmente ucciso per non avere pagato una tangente ai Casalesi.
Secondo gli inquirenti della DDA (Direzione distrettuale antimafia) i mandanti della strage sarebbero Giuseppe Setola e Alessandro Cirillo,due boss emergenti subentrati al comando a Francesco Bidognetti, attualmente sottoposto al regime del 41 bis.
26-09-2008 È riuscito a sfuggire alla cattura Oreste Spagnolo, ritenuto uno degli esecutori della strage di immigrati nella sartoria di Castel Volturno (Caserta) di giovedì scorso. L'uomo era infatti tra i cinque destinatari dei decreti di fermo, emessi dalla Dda di Napoli, nei confronti di pregiudicati ritenuti legati a una delle fazioni del clan camorristico dei casalesi, e appartenenti fino a qualche tempo fa al gruppo capeggiato da Francesco Bidognetti, detto "Cicciotto è mezzanotte".
Sono, invece, scattate le manette, nel corso dell'operazione eseguita oggi dagli uomini del capo della Squadra Mobile di Caserta, Rodolfo Ruperti, per Massimo Amatrudi, Carlo Raffaele e Pasquale Musciarella, di anni 37. Il provvedimento restrittivo è stato, invece, notificato in carcere a Giuseppe Gagliardi, di 45 anni, di Calvizzano (Napoli) accusato, tra l'altro, di tentativo di estorsione nei confronti di Raffaele Granata, ucciso l'undici luglio scorso nello stabilimento balneare che gestiva in una località ai confini tra Napoli e Caserta.
Nell'operazione è rimasto ucciso un poliziotto durante un inseguimento. L'auto che i poliziotti hanno inseguito sulla Nola-Villa Literno, prima di finire fuori strada (uno è morto e altri due sono rimasti feriti) non si era fermata all'alt intimato dalla pattuglia impegnata nei posti di blocco che da alcuni giorni sono stati potenziati dopo la strage di Castel Volturno (Caserta) e l'omicidio del titolare della sala giochi, nell'ambito della morsa stretta contro i latitanti del clan dei Casalesi.
30-09-2008 I carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, agli ordini del colonnello Carmelo Burgio, hanno arrestato i tre componenti del “gruppo di fuoco” ritenuto l’autore della strage di Castelvolturno.
Si tratta dei pericolosi latitanti Alessandro Cirillo (‘o Sergente), Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia. Erano nascosti in un rifugio all’interno di due villini di Quarto Flegreo, nel napoletano, dove sono stati ritrovati due kalashnikov e due pistole di grosso calibro, probabilmente usati per i recenti delitti di camorra.
Nel corso di una vastissima operazione della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal dottor Rodolfo Ruperti, sono poi state arrestate 102 persone su 107 ordinanze di custodia cautelare (77 notificate in carcere e 30 nel casertano) emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda. Tra queste anche Giuseppina Nappa, 48 anni, moglie del boss Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, in carcere con una condanna all’ergastolo inflitta nel processo Spartacus. Arrestato nella propria abitazione anche un avvocato di Casal di Principe, Mario Natale, accusato tra l’altro di estorsione.
“Finisce in carcere tutto il clan Schiavone, tra capi e gregari dell’organizzazione criminale di Casal di Principe, egemone nella provincia casertana con diramazioni nazionali ed internazionali”, dice il capo della Mobile casertana Ruperti.
Tra i destinatari delle ordinanze ancora latitanti ci sono Michele Zagaria, Antonio Iovine (‘o Ninno), Mario Caterino, Nicola Panaro. Del “gruppo di fuoco” sono invece ancora ricercati Giuseppe Setola ed Emilio di Caterino.
Gli arresti sono stati eseguiti in tutta Italia e hanno visto impegnati circa 500 uomini della Squadra Mobile di Caserta, Napoli, Benevento, Avellino, Salerno, Latina, Campobasso, Isernia, Frosinone e dei Reparti Prevenzione di Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Aosta, Lucania, Salento, Sicilia, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Calabria.
Contemporaneamente Polizia e Guardia di Finanza hanno proceduto al sequestro di beni mobili, immobili e società commerciali, per circa 100 milioni di euro, nel casertano, nel napoletano, nel basso Lazio e in Toscana, riconducibili al clan dei Casalesi.
Nella giornata di ieri la Guardia di Finanza di Marcianise e la polizia di Caserta, coordinati dalla Dda di Napoli, avevano sequestrato beni mobili e immobili per un valore di oltre 10 milioni di euro risultati intestati a prestanomi ma, di fatto, appartenenti a Giuseppe Setola, uno dei ricercati numeri uno assieme a Cirillo, Spagnulo e Letizia, ritenuto il capo del “gruppo di fuoco”. Sequestrati circa 20 appartamenti tra Casal di Principe e San Cipriano d’Aversa ed il lussuoso bar “Delle Sirene” a Casal di Principe, aperto soltanto cinque giorni fa.
Cirillo, Spagnuolo e Letizia sono tutti e tre ex membri del clan Bidognetti che, secondo le ultime indagini, avrebbero formato un nuovo clan dopo lo scioglimento della fazione guidata dal boss in carcere Francesco Bidognetti, detto “Cicciotto ‘e mezzanotte”, iniziato con il pentimento di Domenico, detto “Bruttaccione”, cugino del boss Francesco, e della moglie di quest’ultimo Anna Carrino. I tre, assieme a Setola e Di Caterino, avrebbero iniziato a chiedere le estorsioni per conto proprio dall’inverno scorso. Lo testimoniano le rivelazioni del pentitp Gaetano Vassallo, imprenditore di Cesa (Caserta) nel settore rifiuti ed ex albergatore, che ha raccontato ai pm dell’Antimafia di aver incontrato a marzo Cirillo a casa del fratello di Giuseppe Setola.
Cirillo, del peso corporeo che supera il quintale, è ricercato per delitti commessi nel 1994 e nel 1996. Spagnuolo, invece, è considerato uno dei più abili del gruppo di fuoco che ha iniziato a spargere sangue nel casertano dall’omicidio di Umberto Bidognetti, padre del collaboratore di giustizia Domenico, avvenuto il 2 maggio scorso.
Letizia è considerato invece un abile guidatore e non si esclude che proprio lui fosse alla guida dell’auto dei killer della strage degli immigrati a Castelvolturno. E’ stato accanto a Luigi Guida detto “’o drink”, napoletano del quartiere Sanità passato a servizio con i Casalesi.
Spagnuolo e Cirillo avrebbero fatto, assieme ad Alfonso Cesarano (arrestato all’indomani della strage di Castel Volturno, parte del gruppo di fuoco che ha ucciso sei immigrati e un gestore di una sala giochi, Antonio Celiento.
Giuseppe Setola, ricordiamo, era uscito ad aprile scorso dal carcere, nonostante fosse agli arresti sotto i rigori del 41 Bis, per poter curare “grave patologia retinica” in una struttura ospedaliera di Pavia. Da allora è latitante.
I carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, agli ordini del colonnello Carmelo Burgio, hanno arrestato i tre componenti del “gruppo di fuoco” ritenuto l’autore della strage di Castelvolturno.
Si tratta dei pericolosi latitanti Alessandro Cirillo (‘o Sergente), Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia. Erano nascosti in un rifugio all’interno di due villini di Quarto Flegreo, nel napoletano, dove sono stati ritrovati due kalashnikov e due pistole di grosso calibro, probabilmente usati per i recenti delitti di camorra.
Letizia detto «O’ Zuoppo» è considerato invece un abile guidatore e non si esclude che proprio lui fosse alla guida dell’auto dei killer della strage degli immigrati a Castelvolturno. E’ stato accanto a Luigi Guida detto “’o drink”, napoletano del quartiere Sanità passato a servizio con i Casalesi.
Nel corso di una vastissima operazione della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal dottor Rodolfo Ruperti, sono poi state arrestate 102 persone su 107 ordinanze di custodia cautelare (77 notificate in carcere e 30 nel casertano) emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda. Tra queste anche Giuseppina Nappa, 48 anni, moglie del boss Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, in carcere con una condanna all’ergastolo inflitta nel processo Spartacus. Arrestato nella propria abitazione anche un avvocato di Casal di Principe, Mario Natale, accusato tra l’altro di estorsione.