06-11-2009 E' rimasto barricato per circa nove ore nella sua abitazione di via Diaz, a Citta' di Castello, sparando anche alcuni colpi di pistola al momento del blitz dei carabinieri del Gis che lo hanno arrestato, Kurt Salwin Adams, sud africano di 30 anni, accusato dell'omicidio di Marcin Mieczyslaw Kulisiewicz, polacco 31enne ucciso ieri sera nella sua casa di Pistrino di Citerna, in provincia di Perugia. I due lavoravano insieme in una azienda agricola del tifernate e, proprio al lavoro, sarebbero legate le cause che hanno portato il sudafricano, regolarmente in Italia da alcuni anni e incensurato, al gesto omicida. In particolare la vittima, che lascia una moglie e due gemelli di neanche un anno, lavorava regolarmente nell'azienda dal 8-9 anni, tanto da rivestire attualmente un ruolo di responsabilita', una sorta di capo operaio. Secondo quanto emerso dalle indagini sembra che negli ultimi tempi il sudafricano, al quale sarebbe scaduto a breve il contratto, si fosse convinto del fatto che avrebbe perso il lavoro. Sarebbe questo il motivo che lo avrebbe spinto a recarsi ieri sera a casa del polacco e a compiere il delitto, forse nel corso di una lite scoppiata tra i due. A fornire stamani i particolari sulla vicenda, nel corso di una conferenza stampa, il comandante provinciale dell'Arma di Perugia, Carlo Corbinelli.
E' stata proprio la moglie, ieri sera, a trovare, intorno alle 22.30, il corpo senza vita del marito riverso a terra, nel garage di casa. La donna al momento dell'omicidio si trovava al piano superiore dell'abitazione, insieme ai figli.
Probabilmente a causa del volume alto della televisione non ha sentito nessun rumore provenire dall'esterno. Quando i carabinieri di Citta' di Castello sono arrivati sul posto hanno trovato accanto al cadavere due bossoli di una pistola calibro 22, la stessa, ritengono gli inquirenti, con la quale la vittima e' stata colpita alla testa. Sentiti dai carabinieri, alcuni vicini hanno riferito di aver udito dei rumori forti provenire dalla casa intorno alle 21.30. L'attenzione degli investigatori, si e' concentrata, da li' a poco, nell'ambiente di lavoro della vittima e, in particolare, nei confronti del sudafricano. Quando i carabinieri, intorno a mezzanotte, si sono presentati nella sua abitazione, in via Diaz, a Citta' di Castello, lo straniero non ha dato ai militari neanche il tempo di qualificarsi e si e' barricato in casa urlando frasi come 'Non vi avvicinate altrimenti vi sparo'. La zona e' stata immediatamente circondata, la strada chiusa al traffico ed evacuate le palazzine limitrofe. Sul posto sono intervenuti, oltre ai carabinieri della Compagnia di Citta' di Castello, delle varie stazioni dipendenti e di Gubbio, anche quelli del reparto operativo del Comando provinciale di Perugia. Allertati anche i militari del Gis di Livorno, arrivati sul posto nella notte. A coordinare le indagini il sostituto procuratore di Perugia, Giuliano Mignini. Gli investigatori hanno cercato per tutta la notte un contatto con il sudafricano cercando di convincerlo ad arrendersi. Inutile anche il tentativo di farci parlare la convivente, una giovane infermiera tifernate che al momento dei fatti si trovava al lavoro in ospedale e la sorella, fatta giungere a Citta' di Castello dalla Toscana. In piu' occasioni, durante la notte, il sudafricano avrebbe anche accesso la radio, tenendola ad alto volume. Quindi, stamani, intorno alle 9, il blitz dei militari del Gis che hanno fatto irruzione nella casa. Quando ha capito che stava per essere catturato lo straniero ha esploso alcuni colpi di pistola, una calibro 22 regolarmente detenuta dalla convivente dell'uomo. La stessa con la quale sarebbe stato compiuto il delitto. Durante l'operazione uno dei carabinieri del Gis e' rimasto lievemente ferito, raggiunto al volto da una scheggia. Le sue condizioni di salute, come riferito dal comandante Corbinelli che gli ha fatto visita in ospedale, non destano preoccupazioni. Fonte:  |