Una tragedia impensabile ha scosso un pomeriggio grigio che sembrava destinato a dileguarsi veloce nella quiete della sera. Una sera come tante altre nel cuore di una Lecce intirizzita dal freddo e bagnata dalla pioggia scrosciante. Ma ad intuire che non sarebbe stato il solito pomeriggio sono stati gli abitanti della zona che si estende nel raggio di qualche centinaio di metri da piazza d’Italia, i quali hanno udito distintamente due spari nel giro di un quarto d’ora l’uno dall’altro. I due colpi hanno sovrastato nettamente il miscuglio di rumori che accompagnano il menage quotidiano della gente in quello spicchio di città a due passi da Porta San Biagio, vicino al monumento dei Caduti.
LA TRAGEDIA - Proprio lì, nel chiuso di un appartamento al civico 17, è accaduto l’inverosimile: Uberto Fior, commerciante 75enne molto conosciuto in città, ha compiuto un delitto che pare dettato dalla disperazione. Ha ucciso la moglie 71enne, Maria Censento, sparandole un colpo di fucile alla testa mentre era seduta su una poltrona del soggiorno intenta a guardare la televisione. Poi ha rivolto la stessa arma contro sé stesso ed ha fatto fuoco di nuovo centrandosi al torace. Due vite stroncate in un quarto d’ora di tormenti e tensioni che hanno tolto all’anziano commerciante il lume della ragione, fino a determinarlo ad imbracciare uno dei suoi tre fucili da caccia legalmente detenuti. Un calibro dodici.
LA DEPRESSIONE - Ore 16.30, minuto più, minuto meno. Oggi resta il dolore grande dei congiunti e la rabbia per non aver potuto in nessun modo impedire quello che agli occhi degli investigatori è parso come uno dei più classici episodi di omicidio - suicidio. Uno dei due figli del commerciante, Massimo Fior, sarebbe stato chiamato al telefono dal padre in preda alla concitazione, forse qualche istante prima della tragedia. Gli avrebbe detto poche parole con la mente era ottenebrata dalla disperazione. Una richiesta in particolare, quella di passare al più presto da casa per raccogliere uno sfogo o un ultimo, tremendo messaggio d’addio. Quando Massimo è arrivato si è trovato dinanzi una scena orribile: padre e madre morti in un mare di sangue. Uberto Fior quei fucili li possedeva perché era un cacciatore e mai avrebbe pensato di doverne usare uno per spegnere delle vite umane. Ma è accaduto perché, a quanto sembra, l’uomo non sopportava più una vita segnata dalle sofferenze della moglie affetta da disturbi psichici. Sul tavolo Uberto ha lasciato alcune lettere per i due figli, una di scuse per il folle gesto. La famiglia Fior è molto nota in città in quanto possiede il negozio di abiti da cerimonia «Sposascic» che si trova a pochi passi dalla casa dei due coniugi. Nell’appartamento di piazza d’Italia sono giunti gli agenti della Squadra Mobile, i sanitari del 118, il magistrato di turno Donatina Buffelli e il medico legale Alberto Tortorella che dovrà eseguire l’autopsia sui corpi.
Antonio Della Rocca Inserito da: dopamina Fonte:  |