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Spara alla moglie seduta in poltrona a guardare la tv
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Maria Censento [ 02-11-2009 ]
Modalità:
Arma da fuoco
Luogo di morte:
LECCE (LE)
Anni:
71
Sesso:
F
Lavoro:
Pensionato/a
Cittadinanza:
Italia
Residenza:
LECCE (LE)
Movente omicidio:
Info omicidio
Una tragedia im­pensabile ha scosso un pome­riggio grigio che sembrava de­stinato a dileguarsi veloce nel­la quiete della sera. Una sera come tante altre nel cuore di una Lecce intirizzita dal fred­do e bagnata dalla pioggia scrosciante. Ma ad intuire che non sarebbe stato il solito po­meriggio sono stati gli abitan­ti della zona che si estende nel raggio di qualche centina­io di metri da piazza d’Italia, i quali hanno udito distinta­mente due spari nel giro di un quarto d’ora l’uno dall’al­tro. I due colpi hanno sovra­stato nettamente il miscuglio di rumori che accompagnano il menage quotidiano della gente in quello spicchio di cit­tà a due passi da Porta San Bia­gio, vicino al monumento dei Caduti.

LA TRAGEDIA - Proprio lì, nel chiuso di un appartamento al civico 17, è accaduto l’inverosimile: Uber­to Fior, commerciante 75enne molto conosciuto in città, ha compiuto un delitto che pare dettato dalla dispera­zione. Ha ucciso la moglie 71enne, Maria Censento, spa­randole un colpo di fucile alla testa mentre era seduta su una poltrona del soggiorno in­tenta a guardare la televisio­ne. Poi ha rivolto la stessa ar­ma contro sé stesso ed ha fat­to fuoco di nuovo centrando­si al torace. Due vite stroncate in un quarto d’ora di tormenti e tensioni che hanno tolto al­l’anziano commerciante il lu­me della ragione, fino a deter­minarlo ad imbracciare uno dei suoi tre fucili da caccia le­galmente detenuti. Un calibro dodici.

LA DEPRESSIONE - Ore 16.30, minuto più, mi­nuto meno. Oggi resta il dolo­re grande dei congiunti e la rabbia per non aver potuto in nessun modo impedire quel­lo che agli occhi degli investi­gatori è parso come uno dei più classici episodi di omici­dio - suicidio. Uno dei due fi­gli del commerciante, Massi­mo Fior, sarebbe stato chia­mato al telefono dal padre in preda alla concitazione, forse qualche istante prima della tragedia. Gli avrebbe detto po­che parole con la mente era ot­tenebrata dalla disperazione. Una richiesta in particolare, quella di passare al più presto da casa per raccogliere uno sfogo o un ultimo, tremendo messaggio d’addio. Quando Massimo è arrivato si è trova­to dinanzi una scena orribile: padre e madre morti in un ma­re di sangue. Uberto Fior quei fucili li possedeva perché era un cacciatore e mai avrebbe pensato di doverne usare uno per spegnere delle vite uma­ne. Ma è accaduto perché, a quanto sembra, l’uomo non sopportava più una vita se­gnata dalle sofferenze della moglie affetta da disturbi psi­chici. Sul tavolo Uberto ha la­sciato alcune lettere per i due figli, una di scuse per il folle gesto. La famiglia Fior è mol­to nota in città in quanto pos­siede il negozio di abiti da ce­rimonia «Sposascic» che si trova a pochi passi dalla casa dei due coniugi. Nell’appartamento di piazza d’Italia sono giunti gli agenti della Squadra Mobile, i sanitari del 118, il magistrato di turno Do­natina Buffelli e il medico le­gale Alberto Tortorella che do­vrà eseguire l’autopsia sui cor­pi.

Antonio Della Rocca

Inserito da: dopamina
Fonte:
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aggressore sconosciuto

Novità Noir e Gialli



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