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Francesco Fortugno [ 16-10-2005 ]
Modalità:
Arma da fuoco
Luogo di morte:
REGGIO CALABRIA (RC)
Anni:
54
Sesso:
M
Lavoro:
Medico
Cittadinanza:
Italia
Residenza:
REGGIO CALABRIA (RC)
Movente omicidio:
Estorsione
Info omicidio
16-10-2007 16-10-2007
A due anni esatti dall'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Fortugno, si e' ucciso un pentito. L'uomo, Bruno Piccolo, si e' tolto la vita tramite impiccagione nella localita' protetta dove si trovava. La notizia, pubblicata dal quotidiano 'Calabria Ora', e' stata confermata dalle forze dell'ordine, che ieri hanno trovato il corpo del giovane durante i consueti controlli. Dagli accertamenti, emergerebbe che non ci sono dubbi circa il suicidio.

Ansa

30-04-2007 28-04-2007
Una lettera con minacce di morte è stata recapitata alla parlamentare della Margherita Maria Grazia Laganà, vedova di Franco Fortugno, il vice presidente del consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri il 16 ottobre del 2005. All'interno della lettera un foglio con la frase composta da ritagli di giornale: "Ti controllo, smettila di agitarti, nessuno ti può salvare".

La missiva minatoria è stata recapita nella sua casa di Locri, in provincia di Reggio Calabria, nella mattina.

06-03-2007 ll Gup di Reggio Calabria, Santo Melidona, ha rinviato a giudizio Salvatore Ritorto, il giovane accusato di essere il killer di Francesco Fortugno, e Alessandro Marcianò, il caposala dell'ospedale di Locri (RC) sospettato di essere il mandante del delitto del vice presidente del Consiglio regionale . Con loro, rinviati a giudizio anche il figlio di Marciano', Giuseppe, Domenico Audino e Carmelo Crisalli, accusati di concorso in omicidio.

22-06-2006 Il 21 giugno il blitz di polizia e carabinieri per arrestare Alessandro Marcianò, 55 anni, caposala all’ospedale di Locri, e suo figlio Giuseppe, ventottenne. Sarebbe stato proprio Alessandro Marcianò, conosciuto come «Celentano» per una sua somiglianza con il celebre Adriano, a volere l’uccisione di Fortugno per dissidi che riporterebbero a vicende interne all’ospedale di Locri, ma anche a motivazioni di ordine politico.

14-04-2006 Francesco Fortugno sarebbe stato ucciso perché voleva rivelare un tentativo di estorsione che aveva subito da parte di Salvatore Ritorto, l'uomo accusato di essere stato l'esecutore materiale del suo omicidio, a Nicola Gratteri, magistrato della Procura di Reggio Calabria. È quanto ha riferito a magistrati e investigatori Domenico Novella, il nuovo pentito dell'inchiesta sull'assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale.
Secondo Novella, Ritorto, molto più semplicemente, avrebbe avuto un interesse personale e diretto all'eliminazione di Fortugno dopo che aveva rivolto una richiesta estorsiva al vicepresidente del Consiglio regionale e questi aveva minacciato di denunciarlo.

Il Tempo

26-03-2006 C'è una nuova collaborazione nell'inchiesta sull'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Si tratta di uno degli arrestati e presunti esecutori del delitto che si è pentito.
Bruno Piccolo, di 27 anni, il primo della cosca Cordì, da anni in lotta con quella dei Cataldo in uno scontro che ha provocato decine di morti. L'uomo ha iniziato a collaborare con la Dda di Reggio Calabria un mese dopo l'arresto, avvenuto il 14 novembre scorso.

Il Giornale

22-03-2006 L' omicidio Fortugno è maturato, in ogni caso, nella guerra di mafia tra i Cordì ed i Cataldo per la supremazia sulla piazza di Locri. Tra gli arrestati, infatti, vi è anche Vincenzo Cordì, 49 anni, capo dell'omonima cosca, nonchè figlio di Domenico Cordì, assassinato nel settembre del 1967 nella strage di piazza Mercato, dalla quale prese avvio la lunga guerra di mafia tra le due famiglie.

Permangono nell'inchiesta, comunque, ancora numerosi vuoti, legati soprattutto ai mandanti e al movente specifico del delitto.

Sole24ore

21-03-2006 La Polizia di Stato ha arrestato i presunti responsabili dell'omicidio di Franco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, assassinato a Locri il 16 ottobre dell'anno scorso.

Sono nove le ordinanze di custodia cautelare, tutte eseguite dallo Sco (Servizio Centrale operativo) e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria. Dei nove provvedimenti restrittivi, quattro riguardano persone già detenute: Vincenzo Cordì di 49 anni, presunto capo dell'omonima cosca della 'ndrangheta di Locri; Domenico Novella (30), Antonio Dessì (24) e Gaetano Mazzara (42), che era agli arresti domiciliari.
Gli altri cinque arrestati sono Salvatore Ritorto di 27 anni è ritenuto l'esecutore materiale dell'assassinio di Fortugno -, Domenico Audino (27), Carmelo Dessì (28), Carmelo Crisalli (26) e Nicola Pitari (27).


Gazzettadelmezzogiorno

Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria ed esponente della Margherita. Specialista in chirurgia generale e medicina legale, primario ospedaliero, venne trucidato a colpi di pistola il pomeriggio del 16 ottobre scorso, davanti al seggio elettorale allestito per le primarie dell'Unione.

Fonte:
I
M
P
U
T
A
T
O
Salvatore Ritorto 
Anni:
27
Sesso:
M
Residenza:
REGGIO CALABRIA (RC)
Cittadinanza:
Italia
Movente:
Estorsione
Info aggressore
L'esecutore materiale del delitto.

Alessandro Marcianò 
Anni:
56
Sesso:
M
Lavoro:
Capo sala di ospedale
Residenza:
LOCRI (RC)
Cittadinanza:
Italia
Movente:
Delitto passionale
Sentenze sentenze
In Assise:
30
Info aggressore
Sarebbe stato proprio Alessandro Marcianò, conosciuto come «Celentano» per una sua somiglianza con il celebre Adriano, a volere l’uccisione di Fortugno per dissidi che riporterebbero a vicende interne all’ospedale di Locri, ma anche a motivazioni di ordine politico.

Il 21 giugno i magistrati di Reggio Calabria hanno ordinato gli arresti del caposala dell'ospedale di Locri Alessandro Marciano', secondo l'accusa, il mandante del delitto avvenuto a Locri il 16 ottobre del 2005.

Secondo i magistrati calabresi, Alessandro Marciano' avrebbe dato il mandato di uccidere Fortugno a Salvatore Ritorto, il quale si sarebbe avvalso per l'esecuzione materiale, oltre che di Giuseppe Marciano', anche di Domenico Novella e Domenico Audino.

Fonte:
Giuseppe Marcianò 
Anni:
n/r
Sesso:
M
Lavoro:
Infermiere/a
Residenza:
LOCRI (RC)
Cittadinanza:
Italia
Info aggressore
Giuseppe, che già si trovata agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di stupefacenti, avrebbe avuto un ruolo nella fase esecutiva dell’omicidio (sarebbe stato lui alla guida dell’auto con la quale il killer raggiunse quel pomeriggio Palazzo Nieddu per compiere il delitto).

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