Difficile, per Ernesto Nicola, respingere l'accusa di duplice omicidio: nel bagagliaio dell'auto aveva ancora il fucile usato per uccidere i vicini. Quando i carabinieri del nucleo radiomobile lo hanno fermato, non ha opposto resistenza e si è lasciato ammanettare docilmente. «Ho fatto una cazzata», è stato il suo unico commento.
La ricostruzione
La tragedia inizia nel primo pomeriggio. Nicola, che da anni è in lite con i vicini per questioni di spese condominiali, va a cercare Fiori e la Sparpaglione per l'ennesimo litigio. Nicola li accusa di avere proposto come amministratore del caseggiato (5 anni fa) un professionista che, a detta di Nicola, avrebbe aumentato le rate delle spese condominiali per recuperare le quote mai versate da altri inquilini morosi. Nicola, che dal punto di vista economico non naviga in acque floride, si è sempre rifiutato di pagare e ha iniziato delle cause civili. La prima, in tribunale a Voghera, l'ha già persa; giovedì mattina, a quanto pare, dal tribunale di Milano arriva però la notizia che Nicola ha perso anche il processo d'appello: quindi deve pagare tutto, arretrati, interessi e spese legali. E' un conto da 2000 euro: una fortuna, per Nicola.
E' a quel punto, probabilmente, che scatta la molla della follia. Ieri pomeriggio l'ex vigilante va dai vicini e li affronta verbalmente, accusandoli di essere la cagione di tutti i suoi guai: l'alterco è violento, ma i tre si limitano alle parole. Poco dopo, fuori di sè, Nicola torna a casa e prende il fucile da caccia: un calibro 12 semiautomatico regolarmente denunciato. Trova zio e nipote che stanno uscendo. Prima spara all'uomo: due colpi così ravvicinati da sembrare uno solo (alcuni testimoni parlano infatti di due spari, altri di tre). E' un'arma caricata a pallettoni, la scarica passa l'anziano da parte a parte: la morte è istantanea. A distanza di pochi metri viene invece freddata la donna. Fonte:  |