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Il delitto di Chiara Poggi a Garlasco.
Chiara Poggi
Chiara Poggi
30.09.09
V
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M
A
Chiara Poggi [ 13-08-2007 ]
Modalità:
Corpo contundente
Luogo di morte:
GARLASCO (PV)
Anni:
26
Sesso:
F
Lavoro:
Impiegato/a
Cittadinanza:
Italia
Residenza:
GARLASCO (PV)
Movente omicidio:
Info omicidio
06-10-2009 Dalle anticipazioni è emerso che Chiara sarebbe rimasta davanti al computer del fidanzato Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio, per almeno dieci minuti la sera prima del delitto. Chiara aveva inserito la sua chiavetta usb nel pc di Stasi per scaricare le foto dell’ultima vacanza che i due avevano trascorso a Londra mentre Alberto, secondo quanto lui stesso ha raccontato, era andato a casa per controllare il cane. La ragazza, quindi, avrebbe potuto anche scoprire il materiale fotografico pornografico e pedopornografico che è costato ad Alberto anche l’accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedo porno.

Pupia

21-06-2008 La ciocca di capelli era di Chiara
Si è infatti risolta in un nulla di fatto anche l'analisi del capelli trovati tra le mani della vittima il giorno del delitto. Dalla relazione firmata dai professori dell'istituto di medicina legale di Pavia, Carlo Previderè e Gabriella Peloso, risulterebbe infatti che i 36 capelli ritrovati sul luogo del delitto, di sui sette proprio in una mano della vittima (solo uno con il bulbo e tre o quattro con residui di bulbo), appartengono a Chiara.

Il Messaggero

22-04-2008 Anche le veggenti devono dire la loro sulla povera Chiara Poggi:
Una sensitiva della Lomellina, in una intervista al quotidiano "La Provincia Pavese", spiega di aver avuto la visione di una Peugeot 207 che si allontana dalla villa di via Pascoli subito dopo il delitto. Secondo la sensitiva: "Chiara Poggi è stata uccisa da una donna per motivi che riguardano il denaro. Aveva scoperto qualcosa di importante. Un segreto che l'ha portata alla morte. La donna che ha ucciso Chiara è arrivata in bici. Poi se n'è andata in auto con il complice". Intanto, sono stati tolti il 16 aprile i sigilli alla villetta di Garlasco, dove sono ritornati i genitori della ragazza per qualche ora. Dal cancello e dall'ingresso sono scomparsi i cartelli che indicavano che l'abitazione era posta sotto sequestro dall'autorità giudiziaria.

16-01-2008 Una lunga agonia
Secondo il medico legale che ha firmato l’autopsia, Chiara Poggi è morta per “lacerazione dell’encefalo contestuale allo sfondamento del cranio”. E ancora: “L’intervallo fra la produzione di tutte le lesioni e la morte è circoscrivibile in pochi minuti”. Ma il perito della difesa - la relazione è attesa per fine mese - potrebbe ipotizzare un’agonia più lunga, in base a numero e tipologia delle ferite.
Chiara è stata colpita alla testa e al viso 10-15 volte, con un corpo contudente mai ritrovato.

Secondo l’autopsia, “l’arma non è precisamente identificabile. Ha una stretta superficie battente metallica e spigoli molto netti”. Ha anche due terminazioni: una piatta, a sezione circolare o quadrata, e una appuntita “con una proprietà tagliente applicata come tale”.

Cioé, chi ha usato quell’oggetto - non ideato per ferire - lo ha manovrato a questo scopo. Dopo la relazione sull’autopsia, si era ipotizzata una piccozza, o una zappetta da giardino. I Poggi dicono che da casa loro non manca nulla: ma finora hanno fatto solo brevi sopralluoghi nella villa, sotto sequestro da cinque mesi. (cronacaeattualita.blogosfere.it)

06-01-2008 Chiara chiamava un cartomante, un mese prima dell'omicidio.
Tra giugno e luglio 2007, un mese prima di essere uccisa da un assassino ancora senza nome, Chiara Poggi era tormentata dal rapporto con il fidanzato Alberto Stasi. I dubbi e le incertezze che, forse, non aveva avuto la forza di confidare a nessuna amica, e nemmeno alla madre, Chiara aveva preferito condividerle con un mago. Uno dei cartomanti della Magic Star, la società di cartomanzia di Varese colpita da un'inchiesta della Procura, con tanto di arresti e sequestri (truffa e estorsione) eseguiti dalla Guardia di finanza alla fine di luglio.

In quel periodo, appunto giugno-luglio, all'inizio della sua ultima estate, in più di una telefonata Chiara, anzi "Chiara da Garlasco" come si presentava ai centralini di Varese Sat - l'emittente satellitare della Magic Star sigillata lo scorso agosto - si rivolgeva al cartomante Yaris. Consigli in campo sentimentale; previsioni sul suo futuro; brevi ma persuasive rassicurazioni sulla sua vita di neolaureata di provincia che si stava affacciando nel mondo del lavoro: questo chiedeva Chiara a uno degli specialisti più gettonati nella scuderia di indovini che ogni giorno, per ore, finché la Finanza ha messo fine alle trasmissioni, occupavano i palinsesti della tv privata per dispensare ai telespettatori pillole "di verità", soprattutto sugli affari di cuore.

Sullo sfondo delle chiacchiere tra Chiara e il mago Yaris, mandate in onda in diretta da Varese Sat con tanto di scritte e numeri telefonici in sovrimpressione, c'era soprattutto lui: Alberto, il fidanzato e finora unico indagato per l'omicidio della ragazza, sul quale grava una mole consistente di indizi. "Chiara chiamava spesso, e sempre confidava le sue incertezze in campo sentimentale" ha raccontato una professionista sentita nei giorni scorsi dai carabinieri che stanno lavorando sul giallo di Garlasco. La testimonianza, tenuta fin qui segretissima, ha aperto la strada a un nuovo sbocco di indagine. Una ricerca mirata, orientata in primo luogo a fare chiarezza sulla personalità di Chiara Poggi, poi a delineare con nuovi elementi il quadro nel quale potrebbe essere maturato l'omicidio del 13 agosto nella villetta di via Pascoli.

L'ultimo segreto del delitto di Garlasco è dunque contenuto in un archivio di telefonate. Quelle piovute sui centralini di Varese Sat che gli uomini della Guardia di Finanza, a luglio 2007, su ordine del procuratore capo di Varese Maurizio Grigo e del sostituto Tiziano Masini, hanno sequestrato assieme alle due società che facevano capo all'imprenditore Enzo Cugnasco, 45 anni, patron della Magic Star.


La Repubblica

18-11-2007 Pugni in faccia per Chiara Poggi:
Secondo quanto sostenuto dal dottor Marco Ballardini, il medico legale dell'Università di Pavia che ha effettuato l'esame, il killer si è gettato su Chiara sferrandole violenti pugni al volto nella zona degli occhi. Botte che hanno preceduto la serie di colpi, una quindicina circa, sferrati alla testa con un oggetto «dallo spigolo molto netto» e con «una punta», descrizione che corrisponde a una picozza o a un utensile da giardino.

Ora i risultati autoptici saranno incrociati con la relazione dei Ris su tracce ematiche, biologiche e impronte raccolte nella villetta di via Pascoli. Ma per completare il quadro mancano ancora gli accertamenti sul computer al quale Alberto Stasi ha detto di aver lavorato la mattina del delitto e la verifica su alcune misteriose chiamate giunte all’apparecchio di casa Poggi quando Chiara era già morta.


Il Messaggero

06-11-2007 Indiscrezioni sull'esito dell'autopsia : Sarebbero una cinquantina le cartelle scritte dal medico legale. Dicono che il delitto sarebbe stato compiuto la mattina del 13 agosto tra le 10-10.30 e le 12 - mentre l'orario era in precedenza fissato tra le 9 e le 11 anche basandosi sull'ora in cui è stato disattivato l'allarme nella villetta - e con un «corpo contundente» forse di forma circolare.

17-10-2007 Satelliti abbandonati
Nessun satellite nel giallo di Garlasco. In serata il comando provinciale dell'Arma ha spiegato che gli inquirenti avevano preso in considerazione la possibilita' di utilizzare il satellite per studiare i movimenti dell'assassino. Ma la pista e' stata abbandonata, perche' considerata impraticabile, pochi giorni dopo l'omicidio


Qn


16-10-2007 16-10-2007 I satelliti
Gli inquirenti avrebbero chiesto aiuto all' Aeronautica militare per appurare se, il giorno dell'omicidio di Chiara Poggi, il 13 agosto scorso, c'erano satelliti o altri strumenti di controllo puntati sulla zona, che si trova nelle vicinanze della base militare di Cameri.
I carabinieri del Comando provinciale di Pavia hanno chiesto una mano soprattutto ai militari: all'Aeronautica militare italiana per cominciare, perché non lontana da Garlasco è attiva la base (con aeroporto) di Cameri "obiettivo sensibile" sul quale l'occhio satellitare potrebbe essersi fermato proprio quel giorno, proprio nell'arco orario dell'omicidio (fra le 9 e le 12). La base, infatti, anche se non più operativa, potrebbe essere sorvegliata in vista della costruzione di una fabbrica che assemblerà i nuovi caccia F35.

Corriere della sera

03-10-2007 I genitori di Chiara Poggi sono rientrati questa mattina nella loro abitazione di Garlasco insieme ai carabinieri dei Ris per un sopralluogo congiunto, che mira sia a ricostruire la dinamica dell'omicidio che a verificare con una sorta di inventario l'eventuale assenza di oggetti. Per Rita e Giuseppe Poggi è una specie di "prima volta", perché da quel lontano 13 agosto erano potuti rientrare nella villetta soltanto per brevissimi periodi.

Il sopralluogo è iniziato intorno alle 10,30, dopo che i carabinieri avevano provveduto a intensificare i controlli nella strada, chiusa al traffico da agosto.

01-10-2007 1-ottobre-2007. La cartomante
Da maggio a luglio di quest'anno una certa Chiara P. di Garlasco si sarebbe rivolta a un cartomante che teneva una trasmissione televisiva sostenendo di aver conosciuto un uomo che la corteggiava, più grande di lei e già impegnato sentimentalmente. E' quanto riporta un articolo firmato da Edoardo Montolli di "Cronaca Vera", per il quale la Chiara P.di Garlasco non sarebbe altro che Chiara Poggi, la 26enne assassinata nella villetta di famiglia nel paese in provincia di Pavia il 13 agosto scorso. L'articolo, con l'intervista al supposto "indovino", sarà pubblicato domani dal settimanale scandalistico "Cronaca Vera", che dedica al caso anche la copertina. Montolli sostiene che il periodico è stato contattato dal cartomante giovedì 27.

Il cartomante, un milanese classe 1958, si sarebbe segnato sull'agenda che la ragazza gli avrebbe detto di essere nata nel 1981 e di avere come fidanzato un ragazzo biondo di nome Alberto. Interpellati da Apcom gli investigatori fanno però sapere che la testimonianza fornita dal cartomante "non ha mai avuto un seguito investigativo, perché ritenuta totalmente priva di fondamento"

23-09-2007 Spunta un nuovo indizio contro Alberto Stasi: Sul muretto di cinta della villa di via Pascoli a Garlasco (Pavia) dove si è consumato l’assassinio della Poggi, gli investigatori del Ris di Parma non avrebbero trovato alcuna impronta o traccia riconducibile al profilo genetico di una persona.

Stasi aveva dichiarato agli inquirenti di aver scavalcato il muretto di villa Poggi dopo aver tentato inutilmente un contatto con la propria fidanzata. I Carabinieri del Ris, però, non hanno trovato riscontro con quanto dichiarato dal giovane. Infatti sulla copertura di marmo della recinzionenon è stata trovata alcuna traccia che gli appartenesse.


15-09-2007 Gli inquirenti, a quanto pare, sarebbero intenzionati a seguire una nuova pista, quella dell’ex fidanzato. La vittima, alcuni giorni prima di esser assassinata, si sarebbe incontrata con il misterioso personaggio, uscendone particolarmente turbata secondo quanto riportato in una pagina del suo diario.


12-09-2007 Gli investigatori starebbero valutando alcune tracce di sangue che sarebbero state trovate sul tappetino della Golf nera di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi indagato per l'omicidio avvenuto il 13 agosto scorso.

Ma, secondo i rilievi della scientifica, e' molto improbabile che le tracce abbiano attinenza con l'omicidio. In ogni caso sono oggetto di ulteriore accertamento anche se, trattandosi di un quantitativo minimo, non e' possibile stabilire in partenza se si riuscira' a estrarne il Dna.


Qn

11-09-2007 L'antifurto della villetta di Chiara Poggi, la 26enne assassinata a Garlasco, e' stato disattivato la mattina del 13 agosto, giorno dell'omicidio, alle 9 e 10. Lo riferisce il legale della famiglia della ragazza, Gianluigi Tizzoni. Questo elemento farebbe supporre che fino a quell'ora Chiara era viva, l'autopsia ha fissato la morte della giovane tra le 8 e le 12.

Corriere della sera

09-09-2007 Non erano sporchi di sangue bensi' di vernice i vestiti trovati nel canale tra Groppello Cairoli e Villanova d'Ardenghi lo scorso 25 agosto da tre contadini. Gli abiti, tre paia di pantaloni, due canottiere da uomo e un paio di scarpe erano semplicemente sporchi di vernice come hanno rivelato invece gli esami del Ris.

Corriere della sera

08-09-2007 Nessun elemento che possa incastrare qualcuno. Così sintetizza Mario Capra, consulente della famiglia Poggi, l’esito delle analisi dei Ris relative all’omicidio di Chiara Poggi.
Dall’esito dei test del Dna è emerso che le tracce di sangue rinvenute all’interno della casa apparterrebbero alla vittima stessa. Quindi non ad Alberto Stasi, l’unico indagato al momento per l’omicidio della sua fidanzata.


03-09-2007 Gli squilli delle 9
Chiara Poggi, la 26enne uccisa lo scorso 13 agosto nella sua abitazione di Garlasco, potrebbe essere stata assassinata prima delle 9 di mattina. E' questa una della ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti: un omicidio avvenuto tra le 8 e le 12 che anticiperebbe di almeno un'ora l'arco di tempo in cui puo' aver agito l'assassino. A sostenere questa ipotesi, il fatto che la giovane non ha mai aperto le finestre di casa e anche l'abitudine che lei e il fidanzato avevano di farsi uno squillo telefonico reciproco (senza rispondere) verso le 9.15 ogni mattina, quel giorno non e' stata rispettata. Dai tabulati risulta che solo Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara unico indagato per l'omicidio, ha fatto come sempre la chiamata mattutina senza che Chiara facesse altrettanto.

Corriere della sera

02-09-2007 In visita alla tomba della figlia Chiara, Giuseppe Poggi risponde così alle domande dei cronisti che lo assediano: "Finché non c'è un colpevole, per me sono tutti colpevoli..."

Tgcom

01-09-2007 Alberto al cimitero insieme ai genitori di Chiara
Alberto Stasi rimane l'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi ma i genitori della giovane vittima sembrano continuare a credere nell'innocenza del fidanzato della propria figlia. Oggi infatti, Giuseppe e Rita Poggi si sono recati a casa di Alberto, nel primo pomeriggio, per uscire poi tutti insieme e recarsi al cimitero di Pieve Albignola dove riposa Chiara.

Restano le parole del procuratore di Vigevano, Alfonso Lauro, che oggi ha parlato di "delitto avvenuto in un momento di follia".

La Repubblica

31-08-2007 "Ieri sera sono stato sentito dai Carabinieri, cosi' come sono stati sentiti tutti gli amici di Alberto e Chiara, fra i quali ci sono anch'io. L'interrogatorio non e' durato venti ore, ma soltanto qualche ora". E' quanto afferma Marco Panzarasa, di 24 anni, amico di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi. Il giovane ha poi spiegato di essersi trattenuto a lungo in caserma "perche' quando sono arrivato gli inquirenti erano al lavoro con altre persone". Panzarasa il giorno del delitto si trovava a Loano, in Liguria, in vacanza.

Agi

29-08-2007 All'interno dell'abitazione della vittima nella casa dell'omicidio sono state rinvenute tracce di sangue nelle tubature del lavandino del bagno, mentre per quanto concerne le impronte sul pavimento corrispondono ad una calzatura da uomo, misura 42-43.
Chi ha ucciso quella mattina del 13 agosto nell'abitazione di via Pascoli a Garlasco, nel pavese, la 26enne Chiara Poggi, può aver avuto un complice. E' la nuova pista sulla quale stanno lavorando gli investigatori. Il sospetto nasce da una serie di interrogativi. L'assassino come può essersi allontanato da via Pascoli (forse in bici) sporco di sangue, senza essere visto?

28-08-2007 Abiti macchiati da una sostanza che “verosimilmente sembrava sangue”. Lo sostiene, intervistato dal Tg 5 uno dei due contadini che sabato scorso hanno trovato in una roggia non lontana da Garlasco, il sacchetto contenente indumenti ora all’esame degli investigatori che indagano sull’omicidio di Chiara Poggi. “Abbiamo trovato il sacchetto - spiega - lo abbiamo aperto e dentro abbiamo visto gli indumenti: un paio di pantaloni, magliette e un paio di scarpe. Indumenti unisex e scarpe da uomo. Abbiamo chiamato le Forze dell’Ordine che sono venute e hanno rilevato tutto”.

Agi

25-08-2007 Stando alle voci che sempre più incontrollate provengono dal paese in provincia di Pavia, l’alibi del ragazzo potrebbe essere rimesso in discussione dai rilievi tecnici effettuati sui suoi computer – uno da tavolo ed un laptop – su cui, stando ai racconti del 24enne studente alla Bocconi di Milano, lo stesso Alberto avrebbe lavorato intensamente alla tesi di laurea negli stessi momenti in cui Chiara veniva uccisa. Tuttavia alcuni organi di stampa anticipano i rilievi dei tecnici nei quali, pare, risulterebbe che nulla è stato salvato nelle ore del delitto.

24-08-2007 Nell'occhio del ciclone mediatico che ha sconvolto la Lomellina non poteva mancare Fabrizio Corona, 'avvistato' in un ristorante a poche centinaia di metri dalla villetta dove vivono le due cugine della vittima, Stefania e Paola Cappa.

Che ci faceva lì? L''eroe' di Vallettopoli spiega: "'Sono venuto qui a cercare di fare il mio lavoro, onesto e pulito e forse riesco a farlo meglio di voi''.

Alla fine ha ammesso: ''Sono qui per una esclusiva''. Alla domanda quali personaggi siano i piu' interessanti della storia, Corona non ha avuti dubbi: ''Sicuramente le due gemelle''. E il fotomontaggio? ''Una mossa alla Corona''.

Qn

24-08-2007 Il fotomontaggio che ritrae Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco (Pavia), e le sue due cugine, Stefania e Paola Cappa, e' scomparso nel pomeriggio di giovedì, dal cancello della villetta di via Pascoli, teatro del delitto. Nella fotografia 'taroccata' c'erano le tre giovani sorridenti. Paola Cappa ha scritto, nel memoriale pubblicato su 'Oggi', che l'immagine era stata scattata durante una vacanza in Liguria. Tolta la foto, sono invece rimasti i fiori e il biglietto nel quale le cugine gemelle ricordano Chiara.

La Repubblica

24-08-2007 Una sensitiva si è rivolta agli investigatori: avrebbe suggerito, fornendo numerosi dettagli, il nome di una persona, già entrata nell'inchiesta e sinora mai presa in considerazione come autrice del delitto. Non si conosce nè il nome della sensitiva nè il nome della persona indicata.

La Repubblica

23-08-2007 La ricostruzione:
Chiara è in pigiama quando apre la porta della sua villetta, dove dorme da sola perché fratello e genitori sono in vacanza. E volta le spalle a chi entra. Lo si deduce dal fatto che non ha alcun segno sulle braccia: non le ha mai alzate per difendersi. Viene colpita da dietro, poi sulla fronte a destra, sulla mascella a sinistra e poi ancora centrata da un fendente al cervelletto. Il sangue sgorga copioso. La fuoriuscita è tale da rendere un po' difficile la certezza assoluta dell'ora.
Chi ha ucciso trascina il corpo di questa ragazza minuta per mezzo metro. Poi la solleva, ma per poco e l'abbandona a metà delle scale che portano in cantina.

È il fidanzato Alberto Stasi a scoprire il corpo la mattina seguente.
La mattina, quando non la sente, non si agita. Chiama, chiama, lei non risponde al telefono e lui va a vedere di persona solo alle 13.45. Arriva, scavalca, entra. Lancia l'allarme immediato, ma non si avvicina al corpo. Sotto le suole delle sue scarpe non c'è traccia di sangue.

Il Giornale

23-08-2007 Tra i nuovi elementi, oggetto dell’indagine, un capello chiaro, lungo cinque o sei centimetri stretto nella mano chiusa a pugno di Chiara Poggi e altri due o tre capelli insanguinati (apparentemente dello steso tipo) rinvenuti accanto al corpo della ragazza.

A questo materiale, si sommano le orme insanguinate trovate in casa e la ricostruzione che i Ris stanno facendo sugli schizzi di sangue per stabilire la posizione di vittima e assassino. Sembra invece destinata a sfumare del tutto l’ipotesi che a uccidere Chiara possa essere stata la mazzetta da muratore rubata una ventina di giorni fa alla Croce garlaschese, dove Stefania Cappa, la cugina di Chiara e sorella gemella di Paola, fa la volontaria. I medici legali di Pavia hanno visionato l’immagine di un utensile simile, ma le ferite alla testa della vittima non sarebbero compatibili con quell’arnese.

I carabinieri di Vigevano stanno ascoltando, separatamente, una cugina e il fidanzato di Chiara Poggi, Alberto Stasi, per ricostruire gli ultimi attimi di vita della ventiseienne di Garlasco brutalmente uccisa lunedì scorso nella sua villa nel pavese e tentare di risalire alla mano assassina.

Quel che per ora si sa con certezza, confermato dall'esame autoptico sul corpo di Chiara, è che chi è entrato nella abitazione dei Poggi lo ha fatto per uccidere indirizzando quattro colpi violenti sul corpo della ragazza, il primo alla fronte e l'ultimo alla nuca.

L'omicidio è avvenuto tra le 9.30 e le 11 e che il killer l'avrebbe colpita quattro volte con "grande ferocia" sulla testa con un corpo contundente lungo una ventina di centimetri.

Quello che sembra ormai certo è che la stagista, neolaureata a pieni voti, sia stata uccisa da una persona che conosceva che l'avrebbe colpita alla testa appena ha varcato la soglia di casa, avrebbe continuato a infierire fino a farla stramazzare lungo le scale che scendono alla tavernetta e l'avrebbe poi finita con un colpo alla nuca ancora più forte dei precedenti che le ha sfondato il cranio. Forse la giovane ha cercato di ripararsi dai colpi, forse c'è stata una breve collutazione, ma l'assassino ha sferrato colpi secchi e violentissimi che non le hanno dato scampo.



I
M
P
U
T
A
T
O
Alberto Stasi La persona è stata assolta
Anni:
24
Sesso:
M
Lavoro:
Studente
Residenza:
GARLASCO (PV)
Cittadinanza:
Italia
Prove indiziarie
Prova tecnica
Contraddizioni
Info aggressore
03-05-2010 Sono andati di persona, la mamma e il papà di Chiara Poggi, a depositare la richiesta di ricorso in appello contro Alberto Stasi, assolto in primo grado dall'accusa di aver ucciso la fidanzata. Accompagnati da un avvocato stamattina hanno varcato l'ingresso del Tribunale di Vigevano.

Un gesto 'dimostrativo' perché, da tempo, i genitori della 26enne hanno smesso di credere alle parole del 'biondino di Garlasco' e sono pronti a continuare la battaglia giudiziaria per sapere chi ha ucciso, il 13 agosto 2007, loro figlia.

Il ricorso della famiglia Poggi, si aggiunge a quello della Procura di Vigevano pronta a ribadire, nel processo d'appello, la tesi accusatoria che vede Alberto come unico colpevole. Il 'primo round' giudiziario, però, ha dimostrato l'innocenza dell'ex bocconiano. Il 17 dicembre scorso il gup di Vigevano, Stefano Vitelli ha assolto, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, l'unico imputato. A mettere in discussione quanto accertato sarà anche la parte civile, Gian luigi Tizzoni, il legale della famiglia Poggi, è pronto a presentare il suo ricorso.

Adnkronos

17-03-2010 Alberto Stasi è stato assolto perché il "complessivo quadro istruttorio è da considerarsi contraddittorio ed altamente insufficiente a dimostrare la colpevolezza dell'imputato secondo la fondamentale regola probatoria e di giudizio dell''oltre ogni ragionevole dubbio'". E' quanto scrive il Gup del Tribunale di Vigevano Stefano Vitelli nelle motivazioni, depositate oggi, della sentenza di assoluzione per il fidanzato di Chiara Poggi, assassinata a Garlasco il 13 agosto 2007. Assoluzione decisa il 17 dicembre 2009 in base all'articolo 530 secondo comma, perché la prova "manca, è insufficente o è contraddittoria", e nelle motivazioni il Gup spiega "dalla disamina complessiva della tematica in questione relativa ad un possibile movente-occasione dell'omicidio da parte dell'attuale imputato, non emerge una congrua prova in merito". In 159 pagine il giudice ha affrontato ogni singolo elemento emerso nel corse delle 23 udienze che hanno scandito i dieci mesi del processo di primo grado con rito abbreviato nei confronti dell'imputato Stasi, soffermandosi in modo certosino su tutti i passaggi sui quali hanno lavorato gli oltre venti tra consulenti tecnici e periti delle parti e quelli "super partes" nominati proprio da Vitelli.

http://notizie.virgilio.it/notizie/cron ... 19759.html

14-01-2010 Poche righe, che per Alberto Stasi sono la luce in fondo al tunnel: non è lui il colpevole della morte di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto di due anni fa. Assolto in base all’articolo 530, secondo comma, del codice di procedura penale. Dunque non con formula piena, ma in quanto “manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova”. Il pm Rosa Muscio, che aveva chiesto una condanna a trent’anni per aver massacrato la fidanzata «con sevizie e crudeltà», non batte ciglio. Alberto scoppia in lacrime liberatorie, Giuseppe Poggi e Rita Preda piangono perché a due anni e quattro mesi dall’omicidio l’assassino della loro amatissima Chiara non ha ancora un nome nè un volto.

Entro metà marzo il gup depositerà le motivazioni, ma l’accusa, l’avvocato di parte civile e la difesa hanno già pianificato le prossime mosse. Ricorso in appello, preannuncia il legale della famiglia Poggi Gianluigi Tizzoni: «E’ un’assoluzione con una forma dubitativa. Oggettivamente ritengo che i risultati delle perizie dovevano dare un risultato opposto». La mamma di Chiara, lì accanto, parla con la voce del cuore: «Per nostra figlia – sussurra – non credo sia ancora stata fatta giustizia».

Il secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale spiega che «Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste». Non si tratta quindi di una assoluzione per insufficienza di prove, cancellata con il nuovo codice che prevede in ogni caso l’assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste».

http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di- ... stasi.html

19-10-2009 Contro Alberto Stasi non c'e' nessuna prova. All'appello manca solo l'ultima delle quattro perizie super partes e le indiscrezioni non lasciano spazio alle sorprese: il ragazzo finito sotto accusa per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi sara' assolto. La giustizia e' pronta a emettere il suo verdetto e la morte della 26enne, uccisa nella sua villetta a Garlasco il 13 agosto 2007, e' destinata a trasformarsi in un delitto irrisolto.

Adnkronos

06-10-2009 Alberto poteva non sporcarsi le scarpe. Dalla seconda perizia, depositata oggi, firmata dal professor Francesco Ciardelli, ordinario di chimica macromolecolare all'Universita' di Pisa, emerge che ''ai campioni prelevati dopo il contatto con sangue semisecco o secco, e sottoposte alla stessa camminata all'aperto, l'analisi IR offre indicazioni non immediate e di non univoca interpretazione''. In sintesi, non si puo' escludere la possibilita' per il bocconiano, accusato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, di non sporcarsi le suole entrando nella villetta di Garlasco dove la 26enne e' stata uccisa.

Adnkronos

03-09-2009 Perizia sul pc a favore di Alberto StasiAlberto Stasi avrebbe lavorato alla sua tesi di laurea la mattina del 13 agosto 2007, quando la sua ex fidanzata Chiara Poggi è stata uccisa nella casa di famiglia a Garlasco.
E' quanto emerge dai nuovi accertamenti disposti dal giudice dell'udienza preliminare Stefa­no Vitelli, secondo quanto riportato da diversi quotidiani e confermato dai legali di Stasi.

La perizia ha rivelato che Stasi -- unico accusato per l'omicidio di Chiara in un caso che fin dalle prime battute ha attirato l'attenzione dei media e avuto un forte impatto sull'opinione pubblica -- ha acceso il com­puter alle 9.36, e dopo aver guardato video e immagini pornografi­che, ha effettuato salvataggi di file di Word, presumibil­mente parti della tesi, più volte fra le 10.20 e le 12.20.

Dati confermati da otto consulenti tecnici e mai emersi fino ad ora perché -- si crede -- i carabinieri hanno involontariamente alterato la memoria del computer di Stasi prima di consegnarlo alla procura.

Questi particolari fornirebbero di fatto un alibi a Stasi -- confermando la versione che il ragazzo ha sempre sostenuto -- visto che secondo la ricostruzione proposta finora dal pm di Vigevano Rosa Muscio, Chiara Poggi è stata uccisa a colpi in testa tra le 10.30 e le 12 del 13 agosto 2007.

Nei confronti di Stasi, i pm di Vigevano hanno chiesto 30 anni di carcere e che non gli vengano riconosciute le attenuanti generiche. La difesa dell'ex fidanzato di Chiara invece ha chiesto che venga assolto perché innocente.

Il giudice Stefano Vitelli ha ordinato in aprile un altro sopralluogo e cinque nuove perizie, tra cui una sul pc di Stasi.

Il ragazzo, come richiesto dalla sua difesa, viene giudicato con il rito abbreviato che consente di evitare il dibattimento e di arrivare a sentenza nell'udienza preliminare. Alla pena viene applicata la riduzione di un terzo e vi sono dei limiti alla possibilità di proporre appello.

Stasi, che venne iscritto nel registro degli indagati pochi giorni dopo l'omicidio e si è sempre proclamato innocente, nel settembre 2007 fu fermato e restò in carcere per qualche giorno.


10-04-2009 Nessuna attenuante per Stasi. L'efferatezza del delitto commesso e il suo comportamento esplicitamente portato alla menzogna, fin dal primo momento. Invece sussiste l'aggravante di aver adoperato sevizie ed agito con crudeltà, da come si evince dall'elevato numero di colpi inferti e dalle lesioni spaventose che ha procurato alla sua vittima.


06-04-2009 Crolla l'alibi"Stasi dice di aver passato la mattina dell'omicidio di Chiara a lavorare sulla tesi di laurea, aggiungendo 4 pagine. Ma al di la' di ogni ragionevole dubbio, stava
lavorando a quelle modifiche gia' la sera precedente, quando ha aggiunto almeno 2 pagine. E ci sono elementi oggettivi che portano a pensare che il lavoro fosse quasi del tutto terminato durante quella stessa serata. Dalle 10.37 alle 11.59 non risultano attivita' su quel portatile".
Lo dichiara a Gente, in edicola da domani, Paolo Reale, ingegnere informatico, consulente di parte civile nel processo di Garlasco e cugino della Poggi.(Rainews24)

30-03-2009 Il movente: La premessa: fu «un'esplosione di violenza e un accanimento che trovano spiegazione solo in virtù di un coinvolgimento personale diretto e non certo occasionale che doveva legare vittima e colpevole». La conclusione: è stato «un omicidio d'impeto ed estremamente efferato» e «il movente è certamente da collocarsi all'interno della dinamica di coppia, nel rapporto interpersonale tra Alberto e Chiara». Poi la «possibile ricostruzione del delitto sulla base degli elementi emersi dalle indagini ». Eccola, la ricostruzione del «caso Garlasco» nelle parole che il pubblico ministero Rosa Muscio ha pronunciato davanti al giudice delle udienze preliminari Stefano Vitelli. La dottoressa Muscio parla del fatto che Alberto Stasi, da sempre unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, la mattina stessa del delitto (il 13 agosto del 2007) visionò sul suo computer immagini pornografiche: «Appare chiaro che Stasi non fosse in quel contesto di tempo concentrato esclusivamente sulla tesi, come invece ha ostinatamente cercato di far credere nelle sue dichiarazioni, nascondendo e tacendo questo aspetto di quanto fatto la mattina. (Giusi Fasano . Corriere.it)

La corrispondenza fra il contenuto delle immagini visionate da Stasi e i regali (erotici, ndr) da lui portati alla ragazza non può far escludere che lo stesso Stasi abbia potuto richiedere, come aveva fatto in passato, la realizzazione di immagini riproducenti quelle visionate o che abbia preteso da Chiara qualcosa di più o di più particolare rispetto ai loro rapporti intimi, soprattutto in relazione alla volontà di effettuare ulteriori riprese filmate dei loro rapporti. Stasi testualmente ha riferito sulle precedenti riprese. "Chiara non voleva, ma se io glielo chiedevo lo faceva"». Ipotizza, il pubblico ministero, che è possibile che «questa volta Chiara si sia opposta categoricamente, scatenando la reazione violenta e feroce di Alberto Stasi. È possibile quindi che, a fronte di questo rifiuto, Stasi abbia perso il controllo ed abbia ripetutamente colpito la ragazza, l'abbia trascinata e buttata nel vano scala dello scantinato, si sia poi lavato nel bagno del piano terra (dove risultano impronte sue miste a dna di Chiara, ndr) e si sia quindi allontanato con la bicicletta marca "Umberto da Milano", sui cui pedali ha lasciato il sangue della vittima.

17-02-2009 Perizia: In casa c'era solo Stasi:
Scarpe 'immacolate' e nessuna traccia di estranei. Per assurdo l'assenza di tracce di Alberto 'pesa' sulla sua posizione processuale. Lo studente, alla vigilia dell'udienza perliminare del 24 febbraio, deve 'difendersi' anche dalle conclusioni della consulenza di parte firmata dal biologo-genetista Marzio Capra e che l'ADNKRONOS e' in grado di anticipare. "Ritengo che scientificamente non possono esserci dubbi nell'escludere che l'indagato Alberto Stasi indossasse effettivamente il paio di scarpe Lacoste quando sulla scena del crimine si trovo' al cospetto del cadavere martoriato della povera Chiara Poggi", e' la conclusione dell'esperto. Impossibile, come gia' scritto dal Ris di Parma e dall'ingegnere Piero Boccardo, non sporcarsi le scarpe. Anche il consulente di parte prova a ripercorrere lo stesso tracciato che l'ex studento modello fa per scoprire il corpo di Chiara. Nulla da fare: la conclusione scientifica non lascia dubbi.

16-02-2009 La bicicletta sequestrata ad Alberto Stasi sarebbe stata lavata e sul dispenser di sapone trovato nel bagno della villetta della famiglia Poggi ci sono tracce del giovane, ma anche quelle 'riportate' di Chiara, in quanto è stato rinvenuto il suo Dna. Sono questi alcuni elementi di una delle due consulenze presentate dagli esperti nominati, tramite il loro legale Gian Luigi Tizzoni, dai genitori di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.(Corriere.it)

07-02-2009 Un testimone Una bici nera da donna che lascia la villetta di via Pascoli a Garlasco (Pavia) intorno alle ore 9.30 del 13 agosto 2007, poche ore prima dell'omicidio di Chiara Poggi. In sella non c'era Alberto Stasi, il fidanzato accusato del delitto. E' questa la rivelazione che arriva da un testimone ascoltato dagli inquirenti nel settembre 2007. Parole che, dopo un'ora e mezza, l'uomo ritratta. E' questa l'ultima novita' dell'omicidio di Garlasco.

Una rivelazione contenuta in un verbale che getta nuove ombre su un delitto ancora irrisolto a quasi 18 mesi di distanza. Il testimone parla di un uomo, il quale non ha le caratteristiche fisiche di Alberto, che esce da casa Poggi e in sella a una bicicletta nera da donna si allontana da via Pascoli. Una bicicletta con le stesse caratteristiche di quella vista da una vicina di casa di Chiara, sentita subito dopo il delitto.

E' lo stesso testimone, pero', a ritrattare quanto raccontato dicendo di averlo inventato.(IGN)

05-12-2008 Nuova periziaAlberto Stasi non avrebbe potuto non calpestare il sangue che era sparso nella casa di Garlasco dove fu uccisa Chiara Poggi: lo sostiene una nuova perizia depositata alla Procura di Pavia ed elaborata da un ingegnere del Politecnico di Torino. In base a quanto scrive Panorama nel numero che sarà in edicola domani, utilizzando una tecnica solitamente impiegata per monitorare gli eventi naturali, l'ingegner Piero Boccardo ha disposto foto dall'alto di casa Poggi con diversi laser scanner e simulazioni dei possibili movimenti.

Alberto Stasi, unico imputato per l'omicidio di Garlasco, ha sempre dichiarato di essere entrato nella casa del delitto con un paio di scarpe da ginnastica e di avere così scoperto il cadavere della fidanzata. Sulle suole delle scarpe però gli inquirenti non hanno individuato alcuna traccia di sangue. (Apcom)

04-11-2008 Rinvio a giudizio
Con la richiesta di rinvio a giudizio di Alberto Stasi la Procura della Repubblica di Vigevano ha messo definitivamente la parola fine alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi e ha passato il caso al giudice dell’udienza preliminare.
Giudice che dovrà valutare se disporre il processo per il giovane, accusato di aver ucciso la sua fidanzata, trovata con il cranio fracassato e in un lago di sangue il 13 agosto dell’anno scorso a Garlasco.
A distanza di poco più di venti giorni dalla chiusura formale dell’inchiesta, il pm Rosa Muscio ha messo nero su bianco le sue conclusioni: per lei Alberto, che da indagato è diventato imputato, è l’unico responsabile di quell’assassinio e quindi deve essere giudicato davanti alla Corte d’Assise di Pavia. Inoltre Stasi dovrà rispondere anche di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, in quanto nel suo pc sono stati scoperti non solo migliaia di foto e centinaia di film pornografici, ma anche alcuni filmati a sfondo sessuale con protagonisti minorenni.(corriere.com)

09-10-2008
Stasi unico indagatoSecondo quanto si legge nel rapporto degli inquirenti Stasi è accusato di omicidio volontario perché "cagionava la morte di Poggi Chiara colpendola al capo e al volto con reiterati colpi inferti con un corpo contundente, determinando la lacerazione dell'encefalo, la frattura con sfondamento del cranio in regione parieto-occipitale sinistra e numerose lesioni contusive al capo e al viso, dalle quali derivava la morte della persona offesa, con l'aggravante di aver adoperato sevizie, di aver agito con crudeltà verso la vittima, costituite dall'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte".

05-08-2008 I punti salienti della difesa depositata dai legali di Alberto Stasi

2 persone
Il corpo di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto dell'anno scorso a Garlasco, stando alla relazione tecnico-scientifica depositata dalla difesa in Procura a Vigevano, «dopo l'aggressione è stato spostato da almeno due persone». Lo ha riferito il professor Angelo Giarda, uno dei difensori di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima, indagato per omicidio volontario.


L'altezza:I periti della difesa hanno cercato di dimostrare che durante il trasporto, l’altezza dal pavimento del corpo non ha superato i 70 centimetri.
Ad agire, quindi, sarebbero state persone più basse di Stasi.

Il corpo non e' stato trascinato ma sollevato:
Nessun trascinamento, ma il corpo è stato sollevato prendendolo per i piedi e le ascelle. È questa una delle “novità ” del delitto di Garlasco. Una relazione tecnico scientifica di 64 pagine depositata dalla difesa ieri in Procura per dimostrare l’estraneità di Alberto.

Il sangue sui pedali non e' umano:
Secondo i difensori di Stasi, la traccia di sangue trovata dai Ris su un pedale della bicicletta del ragazzo «non è sangue umano, quindi il Dna riconducibile a Chiara Poggi ha un’altra origine biologica, forse saliva», spiega uno dei legali, il professor Angelo Giarda. Proprio il ritrovamento di una traccia organica riconducibile a Chiara Poggi era stato tra gli elementi alla base del fermo di Stasi, subito scarcerato però dal giudice dopo solo tre giorni.

Le scarpe:
Secondo l’accusa, nella villa ci sono orme insanguinate di scarpe compatibili con il numero di Alberto, che ha il 42 e mezzo. E con un modello di calzatura che il ragazzo a quanto pare indossava in una foto scattata a luglio. Scarpe che i carabinieri non hanno trovato a casa Stasi, né altrove. Secondo la difesa invece, il killer entrato a villa Poggi aveva un numero di scarpe più piccolo: il 39 al massimo. Quindi non si può escludere che a uccidere Chiara sia stata una donna. O che una ragazza fosse quel giorno con l’assassino.

Fonte:http://www.cronacaqui.it/news-garlasco- ... 10685.html

10-07-2008 Martello a coda di rondine:
Sembra essere ufficiale la notizia secondo cui da casa Poggi manchi un martello con una estremità a coda di rondine, pertanto compatibile con l'arma del delitto. La famiglia, dopo essere stata messa in condizioni di rientrare nella casa, si è accorta della mancanza dell'utensile . La notizia sembra essere confermata anche dalle ferite ritrovate sul corpo di Chiara e riscontrate durante l'autopsia.
La mancanza del martello è stata scoperta solo ora perchè la famiglia Poggi è potuta tornare nella propria casa solo di recente.
L'ipotesi è che solo una persona che conoscesse bene la casa poteva scegliere come arma del delitto un martello che si trovava nel ripostiglio e non a portata di mano. Suggersice altresì che, molto probabilemente, si è trattato di un delitto d'impeto successivo a un litigio tra Chiara Poggi e il suo aggressore.

10-07-2008 Si prospetta la richiesta di rinvio a giudizio. Difficile immaginare l’archiviazione del caso. Nessuna proroga, secondo indiscrezioni, verrà chiesta dalla Procura di Vigevano.
Almeno tre le prove “regine” che l’accusa userà contro il giovane laureato alla Bocconi. Impossibile, secondo gli inquirenti, che Alberto sia entrato nella villetta di via Pascoli, dove ha scoperto il cadavere, senza sporcarsi le scarpe. Ha raccontato di essere sceso, almeno un paio di gradini, lungo le scale della tavernetta dove c’era il cadavere di Chiara. Scale sporche di sangue, ma non per le sue calzature.

Fonte:
http://www.cronacaqui.it/news-tutte-le- ... _9591.html

27-03-2008 Stasi si laurea alla Bocconi: 110 e lode
Alberto Stasi si e' laureato con 110 e lode, all'universita' Bocconi di Milano. Era iscritto al corso di 'Economia e Legislazione per l'Impresa'.

Il giovane ha discusso la tesi in una sede distaccata dell'Universita' 'Bocconi' in viale Isonzo, ed e' stato visto uscire dall'aula con la mamma e il papa'.

La sua tesi era intitolata: "Profili tecnici e normativi sulla tassazione delle imprese di assicurazione".


29-02-2008 Sequestrato il PC di Panzarasa, migliore amico di Stasi
In queste ore i carabinieri hanno messo sotto sequestro anche il computer di Marco Panzarasa, il migliore amico di Stasi, figlio dell'ex sindaco di Garlasco. Il giovane, in tasca una laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti e nel cassetto una brillante carriera da avvocato, era già stato interrogato nei giorni successivi al delitto. Ma la sua era subito apparsa una posizione di secondo piano. "Quel giorno ero in Liguria - avrebbe detto agli investigatori durante l'interrogatorio". L'alibi per la mattina di quel 13 agosto regge: era sul treno che lo riportava a Garlasco dalla Riviera.
Panzarasa, che tutti in paese descrivono come "inseparabile" dall'amico, era stato anche in viaggio di studio a Londra con Stasi e conosceva Chiara Poggi.

Fonte:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=244831

29-Gen-2008
Poteva non sporcarsi le scarpe

“Alberto Stasi aveva ampio spazio per muoversi sulla scena del delitto, senza sporcarsi le scarpe con il sangue di Chiara Poggi”. E’ quanto afferma Angelo Giarda, il legale del giovane bocconiano unico indagato per l’omicidio della fidanzata avvenuto, il 13 agosto scorso, a Garlasco (Pavia). La possibilita’ per Alberto di non macchiarsi le scarpe di sangue sara’ una delle tesi al centro della consulenza, redatta dal professor Francesco Maria Avato, che verra’ consegnata, nei prossimi giorni, dai difensori di Stasi al pm di Vigevano Rosa Muscio. (Agi)

7-Gen-2008
Le foto Pedo-pornografiche movente plausibile? Sembra di No!

Le immagini pedo-porno sul pc di Alberto (poi recuperate dai Ris) non sarebbero state cancellate subito prima, o subito dopo, il delitto di Chiara. Perde terreno l'ipotesi che lei le abbia viste la sera prima di morire, quando Alberto si è allontanato da villa Poggi per chiudere il cane in garage. E abbiano poi litigato quando è tornato, e lei minacciava di denunciarlo. Se le foto sono il movente, si era già creato in precedenza. Entro metà luglio, quando le foto pedofile sono state tutte eliminate secondo i Ris. Intanto, la procura autorizza una perizia della difesa sul computer. (La provincia Pavese)



30-dicembre-2007
Foto pedo-pornografiche scaricate per errore
Foto finite per sbaglio nel computer di Alberto e che il ragazzo ha visto solo di sfuggita. Con quelle immagini proibite il giovane bocconiano non ha nulla a che fare. Così i legali di Alberto Stasi, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi e da una decina di giorni anche per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, replicano alle nuove accuse della procura di Vigevano che aggravano ulteriormente la posizione del ventiquattrenne di Garlasco. Gli avvocati sostengono infatti che Alberto avrebbe scaricato per errore le fotografie e i filmati pornografici con protagonisti ragazzini in tenera età, tutto materiale trovato dagli esperti nella memoria del computer oggetto della perizia.

Un'ipotesi che Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, respinge con
decisione. «Se errore c'è stato, ci troviamo di fronte a un evento veramente strano - commenta in un'intervista alla "Provincia pavese" - perché si sarebbe trattato di un triplice errore. La procura contesta infatti non solo la detenzione, ma anche la divulgazione di foto pedo-pornografiche. Questo significa che il materiale avrebbe dovuto essere scaricato dal computer, poi trasferito su una chiavetta portatile e quindi diffuso via internet. Un errore reiterato, di fronte al quale diventa difficile pensare a una casualità. Ma anche se fosse stato uno sbaglio, Chiara avrebbe reagito con indignazione vedendo quelle immagini». Il messaggero

22-dicembre-2007
Una testimonianza come un macigno
Rivelazioni shock sul delitto di Garlasco: Alberto Stasi era ossessionato dalla pedo-pornografia e Chiara Poggi, la fidanzata del giovane bocconiano uccisa il 13 agosto scorso, era stanca e voleva dire tutto.

Sono le parole di un'amica di Chiara, dopo il ritrovamento di immagini pedo-pornografiche sul computer di Stasi. Ora la sua posizione indiziaria si aggrava, anche per lo sfogo Rita Preda, madre di Chiara Poggi: "Lei non lo avrebbe mai perdonato per quelle immagini".

Testimonianze pesanti come macigni, dunque, che scatenano un pandemonio sul conto di Alberto Stasi, oggi più che mai unico indiziato per l'omicidio dell giovane fidanzata. E le voci più pesanti arrivano proprio dalle persone che Chiara la conoscevano bene e ci dicono che quelle immagini potrebbero costituire il movente dell'omicidio: Chiara le aveva scoperte e Alberto ha avuto una reazione violenta. Da cronacaqui.it

21-dicembre-2007
Foto pedopornografiche nel pc di Stasi
Detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico: e' questa la nuova accusa per Alberto Stasi, l'unico indagato nell'indagine sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto scorso a Garlasco (Pavia). Nel computer del giovane, sono stati trovati diversi filmati e foto di bambini che, parola degli investigatori, "non lasciano dubbi". Forse, Alberto ha tentato di cancellarli, ma i consulenti della procura di Vigevano sono riusciti a rintracciarli nella memoria dell'hard disk. Potrebbe essere stata la scoperta di queste foto da parte di Chiara a far scatenare la furia omicida di Stasi che, ieri, e' stato interrogato dal pm Rosa Muscio proprio su questo nuovo capo d'imputazione. Alberto si e' pero' avvalso della facolta' di non rispondere. (Agi)

13-dicembre-2007
Cade l'alibi di Stasi
Secondo Garofano, il 13 agosto, giorno dell'omicidio di Chiara, il portatile di Alberto e' rimasto acceso tre minuti (dalle 9,36 alle 9,39) per essere spento e poi riacceso dalle 10,15 fino alle 12,30. La prima accensione sarebbe stata fatta da Alberto per guardare una fotografia di una donna seminuda, la seconda sarebbe stata invece inutilizzata. Dunque, l'accusa e' convinta che l'alibi di Stasi, che ha sempre detto di aver lavorato al pc alla sua tesi di laurea nelle ore in cui la sua fidanzata veniva massacrata, non reggerebbe.(Repubblica)


19-novembre-2007
Impronte di Alberto sull'erogatore di sapone liquido:
"Appare suggestivo che le uniche impronte dell'indagato, oltre a quelle rinvenute sul cartone della pizza, siano state evidenziate proprio sull'erogatore per sapone liquido, posto sul lavabo davanti al quale ha sostato l'omicida con le scarpe fortemente imbrattate del sangue della vittima". E' quanto scrivono i Ris nella relazione depositata al pm Rosa Muscio titolare dell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi avvenuto lo scorso 13 agosto a Garlasco (Pavia). I Ris nella relazione relativa alle analisi sul materiale biologico e sulle impronte digitali raccolte nel corso delle indagini, hanno inoltre spiegato che "delle oltre 100 impronte papillari rinvenute sulla scena del crimine e sugli oggetti repertati (...), 32 sono risultate essere utili". Di queste 6 "sono riferibili all'indagato Alberto Stasi" e cioé 2 sono state ritrovate sull'erogatore del sapone liquido sul lavandino del bagno al pianterreno e 4 "sul contenitore in cartone della pizza mangiata da Chiara e Alberto la sera prima dell'omicidio". Tutte le altre impronte "sono state attribuite alla vittima, ai suoi familiari, a un operaio che ha eseguito alcune recenti manutenzioni all'interno dell'abitazione, o al personale che ha effettuato i primi accessi alla scena del crimine".


17-novembre-2007
Solo Stasi nella casa del delitto:
Ci sarebbero delle conferme, rispetto a quanto finora emerso dall'inchiesta, nelle duecento pagine firmate dai carabinieri che indagano sull'invisibile, almeno due molto importanti: le tracce di Dna trovate sui pedali della bicicletta sequestrata appartengono ad Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara e unico indagato in questa storia; e poi, la circostanza che nessun estraneo sarebbe entrato nella villetta di via Pascoli. Nessuno, oltre ad Alberto Stasi, ai soccoritori e agli investigatori, avrebbe lasciato impronte digitali oltre la soglia di casa Poggi. Non sono "novita' eclatanti", ammettono i Ris, ma, nella loro prospettiva che coincide con quella dell'accusa, rappresentano le pietre angolari in grado di dare un senso e una struttura a tutti gli indizi raccolti, comprese le contraddizioni dei racconti di Stasi, fermato e scarcerato dal gip dopo 4 giorni.

20-ottobre-2007 Il cellulare segreto
Questa volta sarebbe un telefonino di cui non si conosceva l'esistenza la nuova pista da seguire. Dal telefonino «ufficiale» di Alberto Stasi non sono emerse novità significative per l'inchiesta. Da qui la decisione di sviluppare l'indagine anche con la ricerca di un eventuale cellulare segreto del ragazzo.


8-ottobre-2007. Impronte nel bagno Impronte digitali nel bagno: sul lavandino, sulla manopola del rubinetto, su un mobile. Impronte compatibili con quelle di Alberto Stasi. Che vanno a aggiungersi a quelle, già note, di scarpa numero 42-43, trovate sul tappetino. Sono i nuovi elementi contenuti nel paniere di laboratorio dei Ris di Parma.

4-ottobre-2007. La porta della cantina
A 50 giorni dall’omicidio, nel corso del sopralluogo nella villa del delitto, i Ris hanno prelevato la porta che conduce alla cantina dove è stato trovato il cadavere della ragazza.
La porta, del modello “a libro”, è stata poi trasportata a Parma per gli esami di laboratorio.
Si tratta, appunto, della porta “a libro” che dall’anticamera della villa conduce alla cantina o tavernetta che dir si voglia. È la porta che Alberto Stasi ha detto di aver aperto poco dopo l’1.30 pm del 13 agosto. Così ha visto il corpo della fidanzata. In uno dei verbali che sono circolati in questi giorni Alberto spiega di aver fatto anche molta fatica ad aprire quella porta, prima cercando di spingerla come una porta normale poi tirandola, credendo che fosse una porta a scrigno o a soffietto. Dietro quella porta c’era comunque Chiara riversa sulle scale. Secondo gli inquirenti, sulla porta, quindi, ci dovrebbero essere sicuramente le tracce di Alberto. Ma ci dovrebbero essere anche quelle dell’assassino.
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3-ottobre-2007
Sequestrata la centralina dell’antifurto della rivendita di ricambi di Nicola Stasi, il padre di Alberto.
La procura della Repubblica ha disposto il sequestro della centralina antifurto del magazzino di via Tramia per controllare eventuali movimenti del 13 agosto, il giorno del delitto. I genitori di Alberto erano in vacanza a Spotorno ed il magazzino era chiuso. Gli investigatori sospettano che Alberto sia entrato nel capannone dei genitori. Era l’unico che poteva farlo. Perchè? Evidentemente, secondo l’accusa, per disfarsi o per nascondere gli abiti macchiati di sangue. E quindi con le tecniche avanzate dei Ris quelle tracce potrebbero essere ritrovate. Ma potrebbe aver lasciato la traccia del suo passaggio disinnescando il sistema di allarme. E così i tecnici dovranno chiarire se l’allarme è stato effettivamente tolto il tredici agosto. Un accertamento come tanti altri per arrivare alla verità sull’omicidio di Chiara Poggi.
Intanto i Ris stanno concludendo gli accertamenti dattiloscopici (quelli sulle impronte) che potrebbero essere pronti nel giro di pochi giorni. E saranno molto importanti per la sorte di Alberto Stasi. Si parla infatti di alcune impronte di scarpe (numero 42) trovate nella villa parzialmente sporche del sangue di Chiara. Una di queste impronte era stata accostata a scarpe Tod’s.

1-ottobre-2007 Ispezionata l'officina del padre di Alberto
Sono tre i carabinieri che in borghese sono entrati nell'officina di autoricambi di via Tramia a Garlasco, in provincia di Pavia.

Una visita breve, poi i militari sono usciti con due borsoni. Secondo indiscrezioni potrebbero essere stati portati via alcuni attrezzi da lavoro o alcuni pezzi di auto.

29-settembre-2007.Alberto esce dal carcere «Sono uscito da un incubo, non dalla disperazione - ha detto Alberto Stasi dopo la scarcerazione - Sono convinto che finchè non troveranno il vero assassino i sospetti continueranno a gravare su di me».

Problemi di salute per Alberto?
I legali difensori di Alberto Stasi, finito in carcere a Vigevano perchè accusato del delitto della fidanzata, Chiara Poggi, uccisa a Garlasco lo scorso agosto, affermano che il loro assistito non sta bene. A dirlo è l’avvocato Giuseppe Colli, il quale è andato in carcere a trovare Alberto nella mattinata.

I legali di Stati quindi puntano alla scarcerazione a causa delle condizioni di salute di Alberto, ribadendo che non vi è alcun pericolo di fuga, visto che il ragazzo non si è mai mosso da Garlasco dal giorno del delitto.

26-settembre-2007.Nuovi indizi
quadro dei nuovi indizi.
L'impronta sul tappetino del bagno. L'assassino ha lasciato due impronte. Una, come si sa dai primi giorni, è impressa nel sangue e non ha contorni nitidi. L'altra è stata evidenziata con il luminol ed è stata trovata sul tappetino del bagno. E' una scarpa tra il 42 e il 43, un numero compatibile con Alberto (non solo con lui, ovviamente, però "non lo esclude"). Anche se l'assassino non ha usato il lavandino per lavarsi (non c'è sangue negli scarichi), è andato in bagno per sistemarsi prima di uscire dalla villetta.

La bici lavata. Altri risultati delle analisi dei Ris arrivano questa mattina, ma secondo attendibili indiscrezioni, i tecnici di laboratorio hanno trovato altre "microtracce ematiche" nel telaio della bici di Alberto. Non solo sui pedali, dunque. Ma c'è di più: esistono tracce di un recente lavaggio. Per quanto si lavi in profondità, il sangue resta: pochissimo, un'inezia, ma sufficiente per dire che è sangue.

Tensione a casa stasi:
Momenti di tensione, nel tardo pomeriggio di lunedì a Garlasco, davanti alla casa di Alberto Stasi.
Poco dopo le 18.30 il padre di Alberto, dopo essere tornato a casa con la moglie ed essere entrato in auto nella villa attraverso il cancello automatico, è uscito a piedi e si è diretto verso una fotografa che era lì appostata, urlando «lasciateci in pace e andate via». La giovane fotografa, 24 anni, ha raccontato di essere stata anche colpita: «Il signor Stasi ha preso la mia macchina fotografica, mi ha colpito in fronte e mi ha provocato questa ecchimosi» ha detto mostrando un segno in fronte.

Alberto Stasi fermato ma mancano ancora il movente e l'arma del delitto.
Dopo un mese e mezzo dall'omicidio della 26enne di Garlasco, Chiara Poggi, è 'stato fermato il fidanzato Alberto Stasi, il giovane che aveva trovato il corpo di Chiara e unico indagato per il delitto. Ad 'incastrarlo' tracce del sangue della vittima sulla bici di Alberto. Sembra quindi avviato verso una soluzione, almeno secondo il parere degli investigatori, quello che era apparso subito un omicidio non troppo perfetto, per via delle tante tracce seminate per la villetta dei Poggi. Istintivamente, le speranze di risolvere il mistero si erano concentrate sulle analisi dei Ris, gli unici che avrebbero potuto decodificare e trasformare quelle tracce in qualcosa di piu' che semplici indizi. Cosi' e' stato. "Un indizio si e' trasformato in prova", ha sintetizzato un investigatore. Solo che questo non proviene dalla villetta passata a setaccio o dai tanti indizi o presunti tali, di cui si e' parlato per i 44 giorni d'indagine fino ad oggi. Non e' il capello trovato in mano alla vittima, non le orme trovate vicino al corpo, ne' le impronte stampate sul muro che accompagnano la discesa delle scale dove Chiara era stata ritrovata.
L'indizio e' dove non doveva essere e, per questo, ancora piu' pregnante. Sulla bici di Alberto Stasi e ha la forma del sangue di Chiara.

Fonte:

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Autore: dan880 Indubbiamente [ 13-07-2010 01:32:44 ]
hai fatto una osservazione acuta.  


Autore: accacca un dettaglio [ 12-07-2010 13:40:25 ]
Alberto è entrato in casa in tarda mattinata e ha scoperto il cadavare. Mi chiedevo come faceva a sapere che l'allarme era disinserito ? Io avrei chiamato qualcuno prima di entrare sapendo che l'ingresso avrebbe potuto scatenare un casiono (chiamata ai caribinieri compresa)  


Autore: dan880 Un venditore di cornetti che... [ 16-04-2010 17:45:33 ]
un venditore di cornetti che non ruba niente e che non è entrato per violentare?. e che non lascia impronte e tracce da nessuna parte?. un fantasma allora più che una persona vivente doveva essere questo venditore. figurarsi poi se gli investigatori non avessero già accertato l'esistenza di un sogge  Continua ...


Autore: gregre stasi è innocente [ 15-04-2010 16:32:51 ]
anke io la penso km lory...anke se purtroppo tutto combina a perfezione..il sangue,le impronte sul lavello,il contenuto pornografico,ma soprattutto la telefonata al 118 stasi dice ke c'è una xsona morta dentro la casa invece di dire ke è la sua fidanzata e dalla voce sembra tranquillo km se nn fosse  Continua ...


Autore: emy Stasi è tornato veramente a dormire a casa sua quella sera?????? [ 13-04-2010 15:49:38 ]
Ma chi lo dice che Alberto Stasii quella notte sia tornato a dormire a casa sua????? Potrebbe aver sceso il cane ed essere ritornato a dormire da lei....e la mattina dopo la lite finita male è stato lui a disinserire l'allarme e tornare a casa. Si dovrebbe controllare la disattivazione dell allarm  Continua ...


Autore: marco112 poggi vittima [ 13-04-2010 14:40:48 ]
e colpevolismo infatti non a mosso un dito per cercare l'assassino, perché?semplice e lui,poi come spieghi la bici misteriosa?tu pensi che un qualunque assassino possa andare premeditato a uccidere una persona in bici, e parcheggiare tranquilla mente sotto casa? ma svegliatevi o volete coprire il v  Continua ...


Autore: chiara poggi vittima [ 13-04-2010 14:39:48 ]
secondo me stasi e colpevolissimo non colpevole, per il semplice fatto che solo lui sapeva che la ragazza quella sera era sola in casa, e poi sicuramente e sfociato tutto in una ripicca da parte della ragazza che non ammetteva il fatto che lui era un ... e un ..., e non e uno sbaglio ma al massimo s  Continua ...


Autore: mety filmato ingannevole [ 23-11-2009 16:33:42 ]
Filmato ingannevole Il video mostrato dalla parte civile NON dimostra ciò che è accaduto, ma ciò che NON può essere accaduto, perché è del tutto incompatibile con le prove. Le ricostruzioni dovrebbero essere fatte basandosi sulle prove, non senza di esse. La morte di Chiara è descritta dalle num  Continua ...


Autore: bloodymary sorpresa [ 19-08-2009 19:29:00 ]
speriamo che la super perizia disposta dal giudice non riservi qualche inaspettata sorpresa...a volte è molto difficile provare oggettivamente la responsabilità di qualcuno anche se a colpo d'occhio la sua colpevolezza sembra indiscutibile...l'apparente serenità d'animo e l'imperturbabilità davanti  Continua ...


Autore: Una porta che non si apre [ 29-06-2008 20:07:21 ]
E se non si trattasse di un delitto ma di una banale caduta finita tragicamente? La mia idea è dovuta alla sensazione che la ragazza fosse sola in casa; al particolae di quella porta che non si apriva; alla cospicua colata di sangue sulla parte destra delle scale della cantina che mi fa pensare che  Continua ...


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